SALUTE. Inizia grande caldo, boom vendite cocomeri. Coldiretti: “Effetto dissetante e dimagrante”

Con l’arrivo del caldo record è boom negli acquisti di cocomeri e meloni che rappresentano quasi la metà della frutta acquistata nel mese di giugno. E’ quanto rileva la Coldiretti che, in occasione dell’arrivo della stagione estiva con il solstizio d’estate, registra un aumento della domanda dei caratteristici frutti per effetto del clima afoso che interessa l’intera penisola. L’impennata dei consumi è favorita anche dai consigli medici che invitano – sottolinea la Coldiretti – ad assumere molta frutta e verdura fresca, specie quella di stagione, sopratutto durante le ore pomeridiane e subito dopo un pasto abbondante, in modo specifico se la temperatura supera i 30 gradi all’ombra.

E a spingere la domanda di cocomeri e meloni, oltre alle proprietà dissetanti, è l’ "effetto dimagrante" dovuto ad un basso contenuto in calorie particolarmente apprezzato per tornare in forma durante l’ estate. Il melone è disponibile sul mercato da maggio a settembre e, oltre all’elevato contenuto in acqua, che ne esalta il potere dissetante, presenta un’alta percentuale di sali minerali e vitamine C e A alla quale sono riconosciute capacità "abbronzanti" perchè difende l’organismo dai raggi solari e favorisce la produzione nell’epidermide del pigmento melanina che dona la classica tintarella alla pelle. Il cocomero è costituito dal 95 per cento d’acqua e ha una presenza di zuccheri che va dal 3,7 per cento al 6,4 per cento (nella mela 11-15 per cento, nella pera 9,5-15,5 per cento), ma contiene anche sodio, fosforo, potassio, elemento importante in estate per combattere la disidratazione. L’Italia è un importante produttore con un offerta che garantisce elevati livelli qualitativi che quest’anno è giunta sul mercato in anticipo anche per effetto del caldo invernale. Secondo una analisi Coldiretti su dati Istat, la produzione nazionale di meloni all’aperto è pari a 5,4 milioni di quintali su una superficie coltivata di 24.649 ettari localizzata per il 45 per cento in Sicilia e a seguire Puglia (9 per cento), Lombardia (6 per cento) ed Emilia Romagna (6 per cento). La produzione di cocomeri all’aperto – conclude la Coldiretti – è di 4,4 milioni di quintali su una superficie di 11.438 ettari concentrati per il 24 per cento in Puglia, il 14 per cento in Emilia Romagna e per il 13 per cento in Sicilia come nel Lazio.

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