SALUTE. Invalidità civile, Cittadinanzattiva: torna doppia visita, tagli a indennità accompagnamento

Dal 1 gennaio 2010 è cambiata la procedura della domanda di accertamento delle invalidità civili. La domanda non è più presentata alle Aziende USL ma, in via telematica, all’INPS. "Un aggravio economico e burocratico, un restringimento dei diritti nonostante il parere contrario anche del Parlamento, inefficaci e costose procedure telematiche per le domande". Questi, in sintesi, i rilievi mossi da Cittadinanzattiva, attraverso le sue reti del Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici (CnAMC) e del Tribunale per i diritti del malato, sulle misure previste nella Comunicazione (interna e non ufficiale) del 20 settembre 2010 del Direttore Generale dell’INPS, con oggetto "accertamenti di invalidità civile – implementazione dei criteri per l’accertamento diretto".

Cittadinanzattiva denuncia il fatto che la gran parte dei cittadini verranno sottoposti a doppia visita: prima da parte della ASL e poi dell’INPS. Per alcuni cittadini il disagio è aumentato visto che la seconda visita, soprattutto in alcune zone d’Italia, può avvenire anche a centinaia di km di distanza dall’abitazione del cittadino. "Di fatto, l’INPS attraverso una circolare interna attua un notevole passo indietro rispetto alla necessità di semplificazione amministrativa per i cittadini".

Ma il punto più grave, secondo Cittadinanzattiva, riguarda la restrizione dei requisiti sanitari per la concessione dell’indennità di accompagnamento che, dopo essere stata bocciata dal Parlamento lo scorso luglio, trova nuovamente spazio nelle "Linee Guida operative per l’invalidità civile" contenute nella Comunicazione.

Rispetto alla capacità di deambulare le nuove linee guida operative per l’invalidità civile dell’INPS prevedono che l’impossibilità debba essere permanente e non superabile con l’utilizzo di ausili. Chi deambula con estrema difficoltà e fatica come, ad esempio, l’aiuto di un tripode, di due stampelle o altri ausili, non si vedrà riconosciuto il diritto a ricevere l’indennità di accompagnamento.

Rispetto al secondo criterio che dà diritto a percepire l’indennità di accompagnamento, cioè la capacità della persona di compiere gli atti quotidiani della vita, l’INPS, stabilisce come condizione la presenza di un’assistenza continuativa e l’impossibilità di compiere il "complesso" degli atti quotidiani. Ciò vuol dire che, nel misurare l’autonomia personale del cittadino, si considereranno solo il complesso degli atti elementari della vita. Inoltre, il riferimento è al complesso di questi atti, e non solo ad uno o due di essi.

Vengono ignorati quelli che sono, invece, considerati atti strumentali della quotidianità, ovvero, le attività "extradomiciliari", come sapersi orientare, usare un mezzo pubblico, usare un telefono, chiedere aiuto o un’informazione. Il risultato, come denuncia ad esempio il CoorDown è che, tramite visite sommarie e sbrigative, vengono revocate le indennità di accompagnamento a persone affette da sindrome di Down (e non solo), su tutto il territorio nazionale.

"Consideriamo piuttosto preoccupante – conclude Cittadinanzattiva – che l’INPS, attraverso una sua Comunicazione interna del proprio Direttore Generale, reintroduca criteri di assegnazione dell’accompagnamento, già bocciati dal Parlamento nel corso dell’approvazione del Decreto Legge 31 maggio 2010. Come a dire che la decisione del Parlamento non abbia avuto alcun significato. Con la conseguenza che non tutti i cittadini che ne avrebbero diritto potranno accedervi. Infine, la nuova procedura di invalidità, attiva dal 1 gennaio 2010, prevede la trasmissione telematica della domanda di invalidità ed handicap. Oltre l’oggettiva difficoltà per il cittadino a reperire un medico abilitato alla trasmissione telematica (non tutti i Medici di medicina generale sono abilitati), sorge il problema del costo: può variare da 20 a 130 euro".

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