SALUTE. Istat: “Elevata la quota di minori che consuma alcol”

Elevata la quota di minori che consuma alcol: nel 2005 in Italia i ragazzi di 11-15 anni che dichiarano di avere bevuto almeno una volta negli ultimi 12 mesi sono il 19,5%, nonostante siano al di sotto dei 16 anni, età prevista dalla legge per la somministrazione di alcolici. Lo rileva l’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) che ha oggi pubblicato, in occasione della manifestazione dedicata alla prevenzione alcologica l’Alcohol Prevention Day (APD) organizzata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), i dati sul l’uso e l’abuso di alcol in Italia. Secondo l’istituto In Italia il modello di consumo di alcol è per tradizione culturale "moderato". Si tratta, in particolare, di vino assunto prevalentemente durante i pasti: bere vino per accompagnare i pasti giornalieri e in occasioni conviviali, infatti, fa parte della storia e cultura del nostro paese.

Trend sostanzialmente stabile negli ultimi 8 anni di consumo di alcol. In particolare, l’Istat rileva un lieve aumento nel 2001, ed incrementi significativi tra i giovani, in particolare tra le donne. Dalla comparazione tra il 1998 (anno a partire dal quale sono stati utilizzati quesiti confrontabili con l’indagine attuale) ed il 2005 emerge che la quota di consumatori di alcol tra le persone di almeno 14 anni è stabile, intorno al 70%. Tra le giovani donne di 18-19 anni si osserva invece un incremento dal 53,3% al 56,3%, e tra le giovani di 20-24 anni dal 57,6% al 60,4%.

Per quanto riguarda il 2005 in Italia il 69,7% delle persone di 11 anni e più, oltre 36 milioni, ha dichiarato di aver consumato almeno una volta negli ultimi 12 mesi1 una o più bevande alcoliche. Molto elevate sono le differenze di genere considerando che l’82,1 % degli uomini di 11 anni e più consuma alcol, contro il 58,1% delle donne.

Nel suo rapporto l’Istat presenta anche un focus sui minori, definiti "a rischio" dall’istituto. Nel rapporto si legge infatti che "nel 2005 in Italia i ragazzi di 11-15 anni che dichiarano di avere bevuto almeno una volta negli ultimi 12 mesi sono il 19,5%, nonostante siano al di sotto dei 16 anni, età prevista dalla legge per la somministrazione di alcolici. Le differenze di genere sono più contenute rispetto alle altre classi di età (21,8% tra i maschi e 17% tra le femmine). Tra i ragazzi di 11-15 anni l’1% consuma alcolici fuori pasto almeno una volta a settimana e il 2,3% si è ubriacato almeno una volta nell’anno (3,2% tra i maschi e 1,3% tra le femmine).

Tra i ragazzi di 16-17 anni – prosegue il rapporto – emerge un quadro ancora più critico: uno su due ha consumato alcolici nell’anno e la quota di maschi è superiore a quella delle femmine (58,8% contro 42,4%). In questa fascia di età l’8% dei maschi consuma alcolici tutti i giorni, il 4,7% beve alcolici fuori pasto almeno una volta a settimana; il 10,9% ha dichiarato di essersi ubriacato almeno una volta negli ultimi 12 mesi e di questi uno su quattro si è ubriacato più di tre volte nell’anno. Le differenze di genere, anche in questo caso, sono inferiori rispetto alle altre fasce di età. L’abitudine al consumo non moderato di bevande alcoliche da dei genitori sembrerebbe influenzare il comportamento dei figli. Infatti considerando i giovani tra 11 e 17 anni che vivono ancora in famiglia con almeno un genitore, emerge che sul totale dei giovanissimi, la percentuale di chi consuma anche in maniera saltuaria o occasionale bevande alcoliche è pari al 25,5%. Questa percentuale sale al 32% se almeno uno dei genitori fa uso non moderato di bevande alcoliche, mentre scende al 22,6% se nessuno dei due genitori assume alcol in modo non moderato.

 

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