SALUTE. Italia ed Ue diminuiscono gli aiuti alla salute. Rapporto di Azione per la Salute Globale

Nel 2006 l’Italia ha diminuito del 7% i suoi aiuti alla salute di base, passando da 101,77 a 94,49 milioni di dollari statunitensi e addirittura del 62% i fondi alle politiche per la popolazione e la salute riproduttiva, erogando soltanto 3,91 milioni di dollari USA. Nello stesso periodo la Commissione Europea, pur raddoppiando il finanziamento alle politiche per la popolazione e la salute riproduttiva, ha ridotto del 23% i fondi per la salute di base, per passare in parte al sostegno diretto al bilancio pubblico.

Sono dati del Comitato sull’aiuto allo sviluppo dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, pubblicati nel secondo Rapporto di Azione per la Salute Globale, una rete europea che riunisce 15 Ong e ha sede in Belgio, Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. Fondata nell’ottobre 2006, il suo obiettivo è quello di monitorare in che misura le azioni e le politiche dei governi dell’Ue incidono sulle condizioni sanitarie dei Paesi in via di sviluppo. Nonostante nel 2005 l’Europa abbia adottato la Dichiarazione di Parigi sull’efficacia degli aiuti, impegnandosi a rispettare i 5 principi nell’ambito degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, la strada da fare è ancora lunga.

Azione per la salute globale denuncia che, nonostante i numerosi impegni assunti, l’Italia e l’Europa non stiano facendo abbastanza per garantire che gli aiuti per la salute siano sufficienti e siano erogati in modo efficiente per permettere ai paesi in via di sviluppo di raggiungere nel 2015 gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio per la salute fissati dall’ONU nel 2000:

  • ridurre di due terzi il tasso di mortalità infantile entro il 2015;
  • ridurre di tre quarti il tasso di mortalità materna entro il 2015;
  • fermare e iniziare a ridurre entro il 2015 la diffusione di HIV e AIDS, tubercolosi e malaria.

L’ultimo rapporto del Comitato di aiuto allo sviluppo dell’Ocse ha messo in luce che nel 2007 i livelli di aiuto pubblico allo sviluppo si sono ridotti dell’8,4% rispetto all’anno precedente. Si tratta di una contrazione del PIL combinato dei membri del Comitato di aiuto allo sviluppo dallo 0,31% del 2006 allo 0,28% del 2007. La maggior parte dei donatori è ben lungi dal soddisfare l’impegno ad aumentare l’aiuto. L’aiuto pubblico allo sviluppo erogato dai membri del Comitato dell’Ue è sceso del 5,8%, facendo venir meno i ripetuti impegni a raggiungere più rapidamente l’obiettivo a lungo termine dello 0,7%. Il Forum di Alto Livello sull’Efficacia degli Aiuti, che si svolgerà ad Accra a settembre 2008, riesaminerà i principi di Parigi nell’ambito dell’aiuto pubblico allo sviluppo per la salute, un caso lampante in cui l’armonizzazione è estremamente necessaria.

Sempre a settembre, il vertice delle Nazioni Unite sugli Obiettivi di sviluppo del Millennio potrebbe lanciare l’allarme per l’assenza di progressi. Successivamente, a Doha, la conferenza delle Nazioni Unite sul finanziamento allo sviluppo riesaminerà i numerosi impegni assunti dai donatori per aumentare gli aiuti allo sviluppo. Infine il 2008 segna il 30° anniversario della dichiarazione di Alma Ata, un impegno collettivo per l’applicazione del diritto umano alla salute. Nel 1978, il documento aveva indicato l’assistenza sanitaria di base universale come il metodo necessario per garantire a tutti la salute entro il 2000. Sottolineare di nuovo l’importanza di questo obiettivo fallito potrebbe essere uno stimolo a far sì che gli Obiettivi del Millennio non seguano la stessa sorte.

Il Rapporto è consultabile cliccando qui

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