SALUTE. Latte crudo, ordinanza del Ministero: ecco le norme per consumo sicuro

"Prodotto da consumarsi solo dopo bollitura": questa la dicitura che dovrà essere esposta, in rosso e a caratteri di almeno quattro centimetri, sulle macchine erogatrici di latte crudo. La data di scadenza, che dovrà essere indicata dal produttore, non potrà superare i tre giorni dalla messa a disposizione del consumatore. Vietato l’uso di bicchieri che possano incoraggiare a un consumo diretto, indicazione di bollitura anche su eventuali bottiglie presenti nelle macchine. E somministrazione di latte crudo vietata nella ristorazione collettiva e nelle mense scolastiche. Sono i provvedimenti disposti dall’ordinanza firmata questa mattina dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini.

"Solo dopo la bollitura – ha detto Martini – il latte si può consumare in sicurezza. Soggetti più fragili sul piano sanitario, come bambini, anziani e portatori di patologie, sono più esposti a patologie che possono essere trasmesse con gli alimenti". E dunque "la bollitura del latte, per chi vuole utilizzare questo tipo di prodotto, è una necessità". Fra le disposizioni dell’ordinanza, si prevede che in caso di cessione diretta il produttore è tenuto a informare il consumatore con mezzi idonei (come opuscoli) sulla necessità di consumare il latte previa bollitura. Finora sono 862 gli allevamenti autorizzati alla produzione di latte crudo e 1111 i distributori registrati.

L’ordinanza fa seguito ai casi di bambini colpiti da sindrome emolitico uremica che hanno consumato latte crudo nei giorni precedenti: a oggi risultano dieci casi. In particolare, nel 2007 sono stati segnalati tre casi (a Rimini, Padova e Mantova) mentre nel 2008 ne sono stati segnalati sette (a Bolzano, Ancona, Bologna, Cremona, Mantova, Verona, Torino). La sindrome è correlata alla presenza del batterio Escherichia Coli 0157 che può essere presente negli animali da latte e trasmettersi all’uomo attraverso latte non pastorizzato e non bollito.

L’azione del Ministero, ha detto Martini, è stata intrapresa di concerto con il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia. L’obiettivo è garantire dunque la sicurezza dei consumatori, che in parte si sono affezionati a una tipologia di latte prodotta sul territorio, in un’ottica in cui l’uso della filiera corta è considerato positivo ma "deve avvenire – ha detto Martini – in sicurezza per i consumatori".Quale il peso di questo mercato? Si stima, ha detto il sottosegretario, che valga circa 6 milioni di euro l’anno e dunque che vi siano circa 6 milioni di litri di latte crudo erogato ogni anno.

Dall’11 giugno i carabinieri dei Nas hanno svolto controlli sui distributori automatici di latte crudo: 156 le ispezioni, 289 i campioni prelevati (dei quali 155 regolamentari e 129 in attesa di analisi). I campioni non regolamentari a oggi sono risultati 5: 1 carica batterica superiore ai limiti, 1 presenza di aflatossine M1, 1 presenza di Escherichia Coli 0157, 1 positivo allo stafilococco coagulasi, 1 positivo al campylobacter jejuni. Sono stati sequestrati 8 distributori automatici, 4757 litri di latte crudo, una azienda agricola con 315 bovini e 111 suini, 91 capi bovini privi di marci auricolari e un apparecchio per la filtrazione del latte. Dieci le persone segnalate all’autorità giudiziaria o amministrativa.

 

di Sabrina Bergamini

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