SALUTE. Legge 180, pareri diversi delle associazioni familiari pazienti psichiatrici

Le associazioni dei familiari dei pazienti psichiatrici si dividono dopo l’annuncio da parte del ministro della Salute Francesco Storace di "mettere mano alla legge 180": positivo il commento dell’Arap (Associazione per la riforma dell’assistenza psichiatrica), una delle maggiori associazioni dei familiari dei malati di mente che da oltre 20 anni si batte per la revisione della 180, mentre per l’Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale Unasam l’idea di ritoccare la legge è "una sciocchezza" probabilmente motivata da "ragioni elettorali".

L’Arap ha affermato di "salutare con gioia" la notizia che il ministro Storace ha annunciato l’intenzione di provvedere a una revisione della legge 180 che "assicuri alle famiglie la sicurezza personale e l’aiuto cui hanno diritto". "La legge 180, descritta dai suoi fautori come la più avanzata del mondo – ha commentato l’associazione – secondo i familiari dei malati ha spesso lasciato nell’abbandono i malati stessi e le famiglie, aprendo così la strada ad una ridda di violenze che ha prodotto, a tutt’oggi, varie migliaia di vittime tra i congiunti dei malati e molte centinaia di suicidi tra i malati stessi".

L’Arap ha assicurato dunque al ministro la "piena collaborazione dei familiari affinché, alle assicurazioni verbali da lui formulate, segua una riforma concreta e rapida della legge psichiatrica, concordata anche con le famiglie". Sicuramente, ha spiegato Emilio Covino dell’Arap, "non si pensa neppure lontanamente alla riapertura di strutture manicomiali, bensì a garantire il funzionamento di strutture adeguate all’interno degli ospedali. Altro punto – ha aggiunto – é poi quello di prevedere anche l’obbligatorietà di cura per i malati gravi non consenzienti, una situazione che oggi mette spesso le famiglie in gravissima difficoltà". Definisce invece una "sciocchezza" l’idea di mettere mano ala legge 180 il presidente onorario dell’Unasam Ernesto Muggia: "Si tratta di una stupidaggine – ha detto – soprattutto a un mese dalla scadenza delle Camere, una manovra elettorale".

Secondo Muggia, infatti, "non ha senso andare a modificare la legge 180 che è una legge quadro e che, addirittura precorrendo i tempi, riconosce alle Regioni l’autonomia nell’organizzazione dei servizi di salute mentale, stabilendo semplicemente dei principi base". Dunque, è la posizione dell’Unasam, "va semplicemente messo in atto ciò che la legge prevede, ovvero servizi territoriali diffusi che oggi non sono assolutamente adeguati alle esigenze. Il punto – ha concluso Muggia – è che i servizi di salute mentale vanno finanziati meglio e, soprattutto, vanno garantiti su tutto il territorio nazionale".

 

Comments are closed.