SALUTE. Legge Sirchia, Turco: “Bene questi tre anni, ora più attenzione ai minori”

A tre anni dal varo della legge Sirchia il bilancio è positivo, "soprattutto per quanto riguarda la tutela della salute dei non fumatori. Deve far riflettere però il fatto che la diffusione dell’abitudine al fumo sia ancora troppo alta tra i giovani". Così il Ministro della Salute Livia Turco in un messaggio inviato questa mattina, in occasione del convegno "Verso una società libera dal fumo. Le tre P: progressi, problemi, prospettive".

"Abbiamo assistito – ha detto il Ministro – ad una vera e propria rivoluzione nei comportamenti e nelle abitudini degli italiani fumatori, che hanno rispettato la norma, rinunciando, con grande senso di civiltà e rispetto degli altri, a fumare nei luoghi pubblici, in particolare nei bar e nei ristoranti". Un calo confermato dagli ultimi dati Istat : si è passati dal 23,9% nel 2003 (maschi 31% e femmine 17,4%) al 22,1% (maschi 28,2% e femmine 16,5%).

Molto preoccupante è invece la situazione tra i giovani: nel 2007 la percentuale di fumatori nella fascia d’età tra i 20 e i 24 è stata del 28,8% e, dato ancora più allarmate, la percentuale di ragazzi che hanno iniziato a fumare prima dei 14 anni (soprattutto maschi) è cresciuta del 60% in cinque anni (dal 2000 e il 2005).

"Dobbiamo rafforzare – ha detto Turco – l’impegno ma anche avviare nuove politiche per scoraggiare i fumatori". Il Ministro ha quindi sottolineato l’attenzione dedicata al programma interministeriale "Guadagnare Salute". Si tratta di una iniziativa che "punta al coordinamento fra diversi livelli istituzionali, alla programmazione condivisa per agire sui principali fattori di rischio (fumo, abuso di alcol, scorretta alimentazione e inattività fisica) responsabili del maggior numero di morti e malattie croniche in Italia, al fine di migliorare la salute dei cittadini, eliminare disuguaglianze sociali e, al tempo stesso, continuare a garantire la sostenibilità del Sistema sanitario, in termini economici e di efficacia".

"Ugualmente importante – ha continuato il Ministro – è la ratifica della Convenzione dell’OMS sul controllo del tabacco da parte dell’Italia. Essa prevede tra l’altro il divieto di vendere sigarette ai minori di 18 anni. Una misura opportuna e giusta che ritengo sia nostro dovere adottare quanto prima".

La Turco ha poi definito "una nuova sfida significativa", quella da intraprendere nel mondo del lavoro "avviando una vera e propria alleanza contro il fumo, sull’esempio di quanto già attuato in alcune realtà produttive che hanno messo a disposizione dei propri dipendenti specifici programmi di dissuasione al fumo in ambito aziendale".

Infine, "è importante anche rivedere la legge 626 del 1994 sulla prevenzione e sicurezza del lavoro, prevedendo di inserire il fumo tra gli elementi nocivi per la salute dei lavoratori. Questo renderebbe "più facili i controlli nei luoghi di lavoro da parte delle maestranze interne e in ogni caso si testimonierebbe un’attenzione del mondo del lavoro in sé a questa problematica".

Come rilevano i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità il fumo è la prima causa di morte facilmente evitabile, responsabile ogni anno della morte di 5 milioni di persone in tutto il mondo per cancro, malattie cardiovascolari e respiratorie. In Italia sono circa 80 mila le persone che perdono la vita a causa del fumo e molte di queste sono in età tra i 35 e i 69 anni. Donne e uomini che avrebbero potuto vivere anche 10, 20 o 30 anni in più ancora in buona salute se avessero evitato di fumare.

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