SALUTE. Liberi Farmacisti su obiezione di coscienza: “La farmacia non può esercitarla”

"Il farmacista può esercitare obiezione di coscienza, ma alla farmacia tale comportamento deve essere negato". E’ quanto precisa il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti in riferimento al disegno di legge, presentato ieri al Senato dalla senatrice del Pdl Ada Spadoni Urbani, contenente le "Disposizioni in materia di obiezioni di coscienza dei farmacisti nella dispensa dei farmaci rientranti nella contraccezione di emergenza".

Il ddl concederebbe al farmacista la possibilità di esercitare la propria obiezione di coscienza, e il MNLF sottolinea che "mentre al singolo professionista non può essere negata la libertà di scelta rispetto alle proprie convinzioni etiche o religiose, alla farmacia, in quanto già detentrice di un’esclusiva e concessionaria di un rapporto privilegiato con lo Stato di monopolio, non deve essere permesso di esercitare l’obiezione di coscienza, rifiutandosi di vendere farmaci come la pillola del giorno dopo o affini".

"Ogni farmacia – aggiunge il MNLF in una nota – nel caso venga riconosciuto tale diritto al professionista, dovrà provvedere che nel proprio organico sia sempre a disposizione almeno un farmacista non obiettore in modo da non ledere un altro diritto: quello del paziente di ottenere il farmaco. In caso di obiezione di coscienza del titolare della farmacia o dell’impossibilità della farmacia di consegnare il farmaco per assenza di professionisti disponibili, dovrà essere revocata la concessione dello Stato che permette a quella farmacia di operare sul territorio e la stessa rimessa a concorso".

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