SALUTE. Liberi farmacisti, a marzo la mobilitazione

Liberi farmacisti pronti a manifestare: sicuramente durante il mese di marzo, quando si mobiliteranno per difendere il ruolo delle farmacie dagli attacchi cui sono da tempo sottoposte. La data non è ancora ufficiale, la sede non ci viene rivelata perché l’intento è di realizzare "una sorpresa", ma sicuramente la mobilitazione ci sarà. È quanto racconta a Help Consumatori Vincenzo Devito, presidente del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti.

I liberi farmacisti hanno annunciato una manifestazione: perché e quando?

Con molta probabilità si terrà il 17 marzo, anche se la data non è ancora ufficiale. Sicuramente una manifestazione nel mese di marzo ci sarà. Ci sono vari tentativi da parte degli Ordini dei farmacisti e della Federazione degli Ordini dei farmacisti di mistificare un po’ tutte le concettualità che vengono fuori da associazioni che difendono le parafarmacie, gli esercizi farmaceutici nati dopo la legge Bersani. Noi vogliamo mettere i puntini sulle i, rivedere tutto, dare un documento comune, e indubbiamente opporci a quello che è un disegno di legge, il ddl Gasparri-Tomassini, che tende a tutti i livelli a far chiudere le parafarmacie, cercando di boicottarle, cercando di mettere loro i bastoni fra le ruote. Questo significherebbe un affronto per i cittadini, che hanno trovato nelle parafarmacie uno sconto maggiore e un’accoglienza migliore. Questo andrebbe a scomparire e da qui la motivazione per la quale ci faremo sentire.

Cosa prevede il ddl contro il quale protestate?

In linea di massima tende a far sì che alcune confezioni ridotte di farmaci da banco potranno essere dispensate in tutti gli esercizi, senza la presenza del farmacista. Questo è un errore gravissimo per quanto concerne la salute pubblica. Con la legge Bersani, OTC e SOP, i farmaci senza obbligo di prescrizione medica più quelli da banco, possono essere dispensati in parafarmacia ma alla presenza di un farmacista. Quanto previsto dalla nuova normativa indurrebbe a chiudere, perché nelle parafarmacie non si potrebbe vendere più niente. E sarebbe un grande aggravio per il cittadino, perché queste confezioni costerebbero di più, e non avrebbero più gli sconti delle parafarmacie.

Queste confezioni sarebbero vendute in tutti i negozi?

In tutti i negozi. Sarebbero prodotti di libera vendita. Prima la Federazione degli Ordini dei farmacisti diceva che qualsiasi medicinale era pericoloso per la salute e quindi doveva essere dispensato da personale qualificato e professionalmente valido. Chissà perché ora appoggia questo disegno, che in fondo non è che un’emanazione della Federazione dei farmacisti titolari di farmacia che mal vedono che colleghi, farmacisti anche loro, possono svolgere una attività per la quale si sono laureati e abilitati.

È stato presentato un ddl per estendere alle parafarmacie la vendita di farmaci di fascia C. Immagino che sosteniate questo progetto.

È normale. Penso sia normalissimo estendere alle parafarmacie i farmaci di fascia C. Non vediamo la motivazione negativa: sarebbe un vantaggio per i cittadini che troverebbero i farmaci in servizi che sono dislocati anche più vicino alle loro abitazioni, in situazioni dove le farmacie non riescono ad arrivare. Avrebbero una scontistica maggiore. Sarebbe a tutto vantaggio del consumatore. Chi frena questo, evidentemente va contro il cittadino. Professionalmente è inattaccabile: sono professionisti che dispensano i farmaci, e chi meglio del farmacista può farlo? Vanno incontro al cittadino perché avrebbe più scelta e maggiore scontistica. Evidentemente chi va contro queste iniziative va contro il cittadino.

Ultima domanda: lei ha detto che sicuramente la manifestazione sarà a marzo. Davanti Montecitorio?

Non glielo voglio dire perché può essere una sorpresa. Ormai le manifestazione che si fanno a Montecitorio, al Senato, trovano il tempo che trovano. Vorremmo fare qualcosa di più eclatante.

 

di Sabrina Bergamini

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