SALUTE. Lombardia: sos tumori a causa della cattiva alimentazione

I lombardi a tavola sono sempre più inclini al consumo di cibo-spazzatura: mentre nei piatti finiscono merendine e patatine innaffiate da bevande dolci gassate, vengono snobbate invece verdura, frutta e legumi, protagonisti della classica dieta mediterranea. A rilevare le sempre più diffuse cattive abitudini alimentari dei lombardi è una ricerca condotta dall’ADI (Associazione Italiana Dietetica e Nutrizione Clinica) Lombardia e dall’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, condotta su un campione di 1.377 adulti lombardi (847 donne e 530 uomini), per verificare il grado di adesione a uno stile di vita "sano", in linea con le indicazioni dell’American Cancer Society.

Di conseguenza, i nutrizionisti bocciano le nuove abitudini alimentari dei lombardi e lanciano l’allarme: la dieta della regione sta diventando sempre meno salutare, poiché snack e bevande gassate surclassano ampiamente la salutare alimentazione mediterranea.

Così, mentre abbondano biscotti, brioche e patatine, ormai fonte prediletta di calorie, il pesce rischia di lentamente di sparire dalle tavole lombarde. Risultato: come confermano i dati Istat, la salute dei lombardi è fortemente a rischio: nella regione muoiono ogni anno di tumore 30,7 persone ogni 10 mila abitanti, contro una media nazionale di 28,6.

In particolare, la ricerca evidenzia che in Lombardia biscotti, brioche e altri prodotti da forno rappresentano il 6,2% delle calorie introdotte (contro il 4,9% delle altre regioni), le bevande dolci gassate non light l’1,4% (contro l’1,1% del resto d’Italia), i gelati con base cremosa il 2,1% (contro l’1,6% altrove) e le patatine confezionate lo 0,8% (contro lo 0,7% nazionale), a discapito di arance, cavoli e broccoli, legumi e pesce, antiossidanti per eccellenza dalle note proprietà antitumorali. Risultato: mentre l’apporto calorico derivante da alimenti della dieta mediterranea in Lombardia è solo del 53% – contro il 56% delle altre regioni – quello derivante da cibi-spazzatura tocca il 47% contro il 44% nel resto d’Italia.

"La mortalità per tumore in Lombardia è superiore alla media nazionale, nonostante la regione sia considerata un’eccellenza in campo oncologico, poiché offre ai suoi abitanti l’opportunità di accedere a programmi di screening e di cure di alto livello", è l’allarme lanciato da Michela Barichella, presidente di ADI Lombardia, che sottolinea l’urgenza di "rivedere lo stile di vita e in particolare il modo di alimentarsi dei lombardi".

"Dai dati emerge che l’indice di mediterraneità della dieta (MAI) in Lombardia è pari a 1,32 (media), mentre per le altre regioni italiane è del 1,44 – rincara Maria Letizia Petroni, coordinatore scientifico dell’Osservatorio Grana Padano e responsabile Nutrizione Clinica dell’Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo (VB) – questo dato rivela un’adesione complessivamente deludente dei lombardi al modello alimentare mediterraneo".

Il MAI è di fatto un indicatore di salubrità dell’alimentazione molto significativo: numerosi studi internazionali hanno rivelato che per chi si nutre secondo i dettami della dieta mediterranea la mortalità a causa di eventi cardio e cerebrovascolari si riduce in media del 9%, mentre quella per tumori del 6%.

di Flora Cappelluti

 

 

 

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