SALUTE. Lotta al doping: Ministero Salute, POGAS e CONI firmano intesa

Stop all’uso di sostanze proibite nello sport, sia la livello professionistico che amatoriale. E’ stato siglato oggi l’atto d’intesa in tema di lotta al doping tra il Ministro della Salute Livia Turco, il Ministro delle Politiche Giovanili e delle Attività Sportive Giovanna Melandri ed il Presidente del CONI Giovanni Petrucci. Obiettivo dell’accordo realizzare un più efficace sistema nazionale contro il fenomeno, grazie alla stabile collaborazione tra Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive (istituita nel 2000 nell’ambito del Ministero della Salute) e la Commissione CONI-NADO, che opera presso il Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

La piaga doping colpisce ogni ambiente sportivo, senza distinzione di settori (amatoriale, giovanile, agonistico) e necessita di controlli costanti ed approfonditi. L’intesa appena firmata intende andare in tale direzione, riservando alla Commissione CONI-NADO i controlli sullo sport professionistico di livello nazionale ed internazionale, secondo quanto sancito dal Codice mondiale Antidoping dell’Agenzia mondiale Antidoping (WADA). La Commissione interministeriale si occuperà, invece, soprattutto dei controlli sanitari antidoping sulle attività sportive non agonistiche ed agonistiche non aventi rilievo nazionale. Il coordinamento fra le due attività "si è reso ancor più necessario – afferma il Ministero della Salute – considerando che l’Italia è in procinto di ratificare la Convenzione internazionale contro il doping nello sport promossa dalla Conferenza generale dell’UNESCO e già firmata da 140 paesi".

"Il Ministero della Salute – prosegue la nota – sta incoraggiando le Regioni ad istituire Laboratori antidoping regionali, come previsto dalla legge. Dare maggiore rilievo alla prevenzione a livello locale permetterà alle Regioni stesse di svolgere un ruolo diretto per la prevenzione di tale fenomeno. I laboratori regionali svolgeranno, infatti, un ruolo fondamentale nelle attività di controllo ma anche di verifica, attraverso le sezioni di analisi clinica, di coloro che si sono esposti a sostanze vietate per doping".

Fra le varie misure messe in campo ci sarà un attenta e capillare campagna informativa, mirata a diffondere notizie sui danni correlati all’uso di sostanze vietate, coinvolgendo scuole, centri sportivi e luoghi di aggregazione giovanili. Il Ministero della Salute ha inoltre realizzato quattro bandi di ricerca investendo per ognuno 1.200.000,00 euro. L’iniziativa rappresenta una peculiarità del nostro ordinamento. L’Italia è, infatti, uno dei pochissimi Paesi ad investire risorse finanziarie nella ricerca contro il doping. Destinatari di tali finanziamenti sono stati principalmente Università, Enti di ricerca, ed Aziende sanitarie locali.

La ricerca ha approfondito anche aspetti socio-sanitari, ampliando così le conoscenze del fenomeno doping soprattutto riguardo gli aspetti motivazionali che portano i giovani ad assumere sostanze dannose per migliorare le performance sportive. Le parti si sono, inoltre, impegnate a condividere i dati in loro possesso sul doping al fine di creare banche dati comuni che possano fornire informazioni più complete sul complesso fenomeno. L’atto di Intesa si presenta, quindi, come uno strumento utile per tutelare la salute di tutti i praticanti le attività sportive, utilizzando al meglio le risorse attualmente disponibili.

Attualmente è stato riconosciuto il primo Laboratorio regionale della Toscana; sono in via di accredito i laboratori del Piemonte e del Veneto. Si auspica che entro breve tempo anche altre Regioni del Centro Sud possano presentare domanda di accreditamento. Attraverso campagne di formazione ed informazione, mirate principalmente ad aumentare le conoscenze sui danni alla salute derivanti dall’uso od abuso di sostanze vietate per doping, si cercherà di raggiungere il maggior numero di praticanti l’attività sportiva, specialmente giovani, coinvolgendo sia le istituzioni sportive quali le Federazioni sportive e gli Enti di promozione, sia le istituzioni scolastiche.

Quest’anno il Ministero della Salute ha pubblicato un bando mettendo a disposizione circa 900.000,00 euro per finanziare campagne di prevenzione che coinvolgano direttamente i giovani studenti ed i praticanti le attività sportive.

Nel campo della ricerca l’Atto di Intesa crea positive sinergie. Con la collaborazione del CONI, infatti, si potranno individuare le nuove frontiere del doping, validare nuove metodiche analitiche antidoping e verificare i possibili danni alla salute.

In particolare il Ministero della Salute ha attivato quattro bandi di ricerca investendo per ognuno 1.200.000,00 euro. L’iniziativa rappresenta una peculiarità del nostro ordinamento. L’Italia è, infatti, uno dei pochissimi Paesi ad investire risorse finanziarie nella ricerca contro il doping. Destinatari di tali finanziamenti sono stati principalmente Università, Enti di ricerca, ed Aziende sanitarie locali.

La ricerca ha approfondito anche aspetti socio-sanitari, ampliando così le conoscenze del fenomeno doping soprattutto riguardo gli aspetti motivazionali che portano i giovani ad assumere sostanze dannose per migliorare le performance sportive.

Le parti si sono, inoltre, impegnate a condividere i dati in loro possesso sul doping al fine di creare banche dati comuni che possano fornire informazioni più complete sul complesso fenomeno.
L’atto di Intesa si presenta, quindi, come uno strumento utile per tutelare la salute di tutti i praticanti le attività sportive, utilizzando al meglio le risorse attualmente disponibili.

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