SALUTE. Medico somministrava psicofarmaco a minore, Tribunale Firenze lo condanna

Ieri la Corte d’Appello del Tribunale di Firenze, ha condannato la dott.sa Donatella Marazziti per aver prescritto e somministrato il Topamax® – principio attivo topiramato, potente psicofarmaco antiepilettico – per la cura di una semplice obesità infantile. A darne l’annuncio è il Comitato "Giù le Mani dai Bambini"®, presente all’udienza, e da sempre impegnato nella campagna indipendente di farmacovigilanza per l’età pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org).

"Nonostante l’atteggiamento permissivo della autorità di controllo sanitario che da poco hanno autorizzato l’immissione in commercio di un altro contestato e pericoloso psicofarmaco per l’infanzia, l’atomoxetina, apprendiamo con entusiasmo – ha dichiarato Luca Poma, portavoce nazionale di "Giù le Mani dai Bambini"®, – che la magistratura va nella direzione oppost. Il nostro comitato – ha aggiunto Poma – si costituirà in giudizio in tutti i casi simili, per difendere i diritti di questi bambini".

Il Pubblico Ministero, nella arringa finale, commentando la superficialità dell’approccio terapeutico della Marazziti, ha detto: "è davvero sconcertante come uno specialista della salute mentale possa raddoppiare le dosi di una molecola potente qual è uno psicofarmaco, dando istruzioni alla madre nel corso di semplici telefonate".

L’avvocato penalista della famiglia del bambino, ha dichiarato: "questa sentenza costituisce un precedente importante nel nostro paese, perché condanna la psichiatra che prescrive e fa somministrare dosi elevatissime di psicofarmaci sui bambini in modalità ‘off-label’, ovvero al di là delle indicazioni della stessa scheda tecnica del farmaco, causando dei danni permanenti al minore. L’autonomia del medico nella scelta della terapia e della posologia non può giustificare questi abusi: la Corte infatti ha ribadito il diritto inalienabile della famiglia ad essere compiutamente informata su tutti i pericoli di queste delicate terapie e soprattutto sui potenziali effetti collaterali, nonché ad essere consenziente alla somministrazione, diritto violato dalla condannata".

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