SALUTE. MilanoCheckUp, Aifa: più ricerca per sconfiggere malattie rare

Sono 4223 le sperimentazioni cliniche attualmente in corso in Italia e di queste, il 28,1% rientra nel mondo del non profit. Il campo in cui si sperimenta di più è l’oncologia (28%), seguito da cardiologia (11,1%), immunologia e malattie infettive (9,4%) e neurologia (8,2%).

I dati sono stati diffusi oggi da Nello Martini, direttore dell’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA) nel corso della rassegna MilanoCheckUp in corso alla Fiera Milano di Rho.

"L’Europa", ha spiegato Martini, "stava diventando marginale nei confronti di Usa, Cina e India e ora sta cercando di recuperare. L’Italia può avere un ruolo importante in questo processo. Avevamo norme inadeguate ma – a partire dalla creazione dei comitati etici (organi degli istituti di ricerca che valutano la procedibilità di un progetto di sperimentazione sull’uomo, ndr) – in meno di dieci anni, sono stati fatti comunque molti progressi».

Secondo Martini, oggi nella ricerca farmacologica bisogna affrontare soprattutto un problema culturale che riguarda tre aspetti: una maggiore attenzione verso farmaci per curare malattie rare, più studi di comparazione, in cui valutare se il nuovo medicinale è più efficace del vecchio equivalente, limitando così il proliferare di nuove molecole che non aggiungono nulla alla terapia, coniugato a un rigoroso controllo sugli effetti riscontrati sui pazienti dopo la messa in commercio dei nuovi prodotti.

Per questo l’AIFA, entro agosto prossimo, emanerà un bando per finanziare progetti indipendenti di ricerca in questi ambiti. Negli ultimi due anni, con bandi analoghi, sono stati finanziati 105 progetti per oltre 66 milioni di euro.

Un altro bando, sempre entro il prossimo mese di agosto, metterà a disposizione 100 milioni per finanziare progetti di ricerca, coordinati in Italia, di fase 1 (verifica della tollerabilità del farmaco) e fase 2 (verifica dell’efficacia ed eventuali effetti collaterali), attualmente poco presenti nel nostro Paese.

Inoltre, in data odierna è stato annunciato dai vertici dell’ospedale San Gerardo di Monza che è già salita a un milione di euro la cifra raccolta per costruire l’Istituto Maria Letizia Verga per la salute della mamma e del bambino, che sorgerà entro la fine del 2009 all’interno dell’istituto monzese.

La somma, fa sapere l’Istituto Verga, è stata raccolta grazie a una campagna che proseguirà anche nei prossimi mesi e che attraverso concerti, spettacoli teatrali e festival vuole raggiungere la quota di quattro milioni di euro.

Ma per costruire il nuovo centro, che oltre a una clinica pediatrica alle divisioni di ostetricia e neonatologia conterà 115 posti letto, 18 ambulatori, sette sale parto e due sale operatorie, sono necessari in tutto 21 milioni di euro. Per questo, ha detto l’Istituto, è appena stata assegnata, anche una gara d’appalto privata che permetterà di raccogliere gli altri 17 milioni necessari.

L’Istituto, spiegano i responsabili, è stato fondato un anno fa con lo scopo di costruire "una vera e propria ‘cittadella del bambino e della mamma", dedicata a tutte le donne sin dall’inizio della gravidanza e ai loro figli fino ai 18 anni, con l’obiettivo di poter offrire loro un’eccellente assistenza e un elevato benessere fisico e psico-sociale.

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