SALUTE. MilanoCkechUp: per obesità cala speranza di vita

L’obesità – che gli esperti qualificano ormai come epidemia "ladra di vita", perché ruberebbe almeno sette anni agli uomini e sei anni alle donne che ne sono colpiti – sta peggiorando le aspettative di esistenza dei cittadini in soprappeso.

A lanciare l’allarme è stato Michele Carruba, direttore del Centro studi sull’obesità dell’Università degli Studi di Milano, che ha partecipato al convegno sul tema nel contesto di MilanoCheckUp, la rassegna dedicata alla cura della salute dei cittadini in programma fino a sabato prossimo.

"E’ più lungo il tempo in cui si è obesi e sono sempre più importanti i danni legati all’eccesso di peso", ha dichiarato Carruba a Help Consumatori. Inoltre, peggiorano le aspettative di vita dei bambini obesi. "Anche se i dati precisi non sono ancora disponibili, si può comunque ipotizzare che per i bambini in forte soprappeso gli anni di vita persi siano almeno il doppio di quelli di un adulto", ha aggiunto Carruba, precisando che essere obesi già dall’infanzia può voler dire vivere anche 14 anni di meno rispetto all’aspettativa media.

Per combattere l’obesità le strategie sono sempre le solite: dieta sana e stile di vita attivo, ma quello che cambia è invece l’approccio.

"Più che intervenire sulle persone già obese, dobbiamo imparare a comportarci in modo da non accumulare mai chili in eccesso, cominciando a insegnare questi concetti fin dai primi anni di scuola", ha continuato Carruba, aggiungendo che in Italia è obeso il 16% della popolazione, mentre è comunque in soprappeso almeno il 36% degli italiani.

"In pratica, una persona su due ha un peso non compatibile con un buono stato di salute". Così, se negli ultimi dieci anni il numero di morti per sigarette si è mantenuto praticamente stabile, quello legato all’obesità è invece nettamente aumentato, al punto che l’eccesso di grasso può essere considerato ormai la prima causa di morte prevedibile.

Senza dimenticare gli altissimi costi sociali di quella che si può considerare ormai una vera e propria patologia: solo di spese dirette, il sistema sanitario italiano sborsa ogni anno 23 miliardi di euro, pari al 10% della spesa sanitaria nazionale. Il 64% della spesa riguarda in particolare l’ospedalizzazione dell’obeso.

"L’enormità di questa cifra è un chiaro segno di quanto sia grave l’emergenza obesità", ha concluso l’esperto.

 

 

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