SALUTE. Miniecografi sui mezzi di soccorso 118 a Milano e Lecco

Somiglia a un pc portatile dotato di tastiera e schermo ad alta risoluzione, è stato usato in 900 missioni automediche dove è stato determinante per stabilire la terapia giusta in gran parte dei casi e in poco più di due minuti è in grado di fornire ai medici immagini nitide sugli organi interni. E’ questo l’identikit del miniecografo portatile testato in Lombardia con ottimi risultati dai medici dell’Azienda regionale di emergenza urgenza (Areu) che operano sui mezzi di soccorso avanzato a Milano e Lecco.

Alla fine della sperimentazione il miniecografo portatile si è rivelato decisivo per indirizzare la terapia nel 41% dei casi: per quanto riguarda Milano, città con un’ampia concentrazione di strutture sanitarie, nel 37% dei casi ha contribuito alla selezione dell’ospedale più idoneo verso cui indirizzare il paziente.

I dati del progetto sperimentale ‘Dem 118’, durato cinque mesi, sono stati presentati oggi a Milano in un incontro organizzato dall’Areu in cui è stato spiegato che i mezzi di soccorso (elicottero sanitario e automediche) di Lecco e Milano sono stati equipaggiati di miniecografo portatile. Risultato: su un totale di 1.492 missioni (1.136 con automedica e 356 con elicottero), il nuovo strumento diagnostico è stato utilizzato in 898 casi e 135 medici sono stati formati per l’uso in emergenza del miniecografo.

"Questo strumento usato in condizioni di emergenza direttamente sul luogo dell’intervento, si è rivelato particolarmente performante per i traumi e le patologie cardiovascolari", ha spiegato Alberto Zoli, direttore generale dell’Areu.

Migliaia le missioni affrontate nel territorio selezionato per la sperimentazione: 32mila circa a Milano – su una popolazione di oltre tre milioni di abitanti – oltre 5.400 a Lecco solo per i traumi, 5.000 a Milano e 700 a Lecco per le patologie cardiovascolari.

Il bilancio del 118 per il 2009 ha contato in generale 2.700 attacchi cardiocircolatori a Milano e oltre 330 nella cittadina di Lecco.

"L’esperienza sul campo servirà all’industria che produce ecografi per mettere a punto uno strumento ad hoc per l’emergenza-urgenza, poiché al momento gli unici esistenti sono quelli militari", ha aggiunto Giuseppe Gullace del Dipartimento cardiovascolare dell’ospedale di Lecco per spiegare i risvolti futuri del progetto. Il modello ideale, ha precisato lo specialista, "deve avere una risoluzione altissima che permetta ai medici di visualizzare rapidamente le immagini del paziente senza rallentare l’intervento, essere resistente agli urti e dotato di protezioni che permettano l’uso anche in condizioni climatiche estreme, o in presenza di neve o pioggia".

I costi per il momento, sono ancora molto elevati a causa delle centinaia di ore necessarie per formare i medici e al livello di alta tecnologia necessario, uno scoglio che impedisce, allo stato attuale, di attrezzare subito con il miniecografo tutti i 100 mezzi di soccorso avanzato presenti in Lombardia. La buona notizia è che la sperimentazione del miniecografo mobile si estenderà e coinvolgerà anche altre cittadine lombarde come Sondrio e Pavia.

di Flora Cappelluti

 

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