SALUTE. Ministero Salute: in 5 anni su 3 milioni di parti 16 eventi sentinella

Dal Ministero della Salute giungono rassicurazioni sui parti in ospedale. Su circa 3 milioni di parti registrati tra settembre 2005 ed agosto 2010, i cosiddetti eventi sentinella sono stati 61: 40 relativi a mortalità neonatale e 21 relativi alla morte materna al parto. "I dati dimostrano che non c’è alcun motivo di preoccupazione" precisa il Ministro della Salute Ferruccio Fazio. Dal 2001 al 2006 la mortalità infantile è scesa da 4,9 decessi per 1.000 nati vivi a 4,1 per i maschi e da 4,2 a 3,2 per le femmine. La mortalità neonatale è pari al 2,35. I cesarei registrati nel 2008 sono stati il 38,3%, su un totale di 559.102 parti registrati dalle Schede di Dimissione Ospedaliera. Le percentuali variano molto da una Regione all’altra: in Campania la percentuale massima (61.9%), mentre la più bassa si registra in Friuli Venezia Giulia (21.3%).

"La possibilità che, anche nel migliore dei sistemi, con medici e personale competenti, possa comunque verificarsi un errore, non è umanamente evitabile – si legge nella nota del Ministero che precisa che tra il 2005 e il 2010 gli eventi sentinella correlati ad attività chirurgiche sono stati 119, a fronte di 23 milioni di prestazioni chirurgiche erogate. Nello stesso periodo, su oltre 11 milioni e mezzo di prestazioni trasfusionali erogate, sono stati segnalati 36 eventi sentinella legati ad incompatibilità ABO. Per quanto riguarda il trasporto in Pronto Soccorso, gli eventi sentinella sono stati 14 su circa 20 milioni di interventi e oltre 150 milioni di cittadini che hanno avuto accesso in Pronto soccorso.

Il Ministero informa che è in corso una intensa attività di ispezioni ed analisi degli eventi sentinella nelle strutture sanitarie dove essi si verificano, tramite gruppi di lavoro congiunti Ministero-Regioni-Aziende sanitarie, con la partecipazione di esperti del settore. Le aziende e le Regioni analizzano tutti gli eventi occorsi, di questi il 20% viene analizzato da un "control team" misto Ministero-Regioni-Aziende sanitarie con il coinvolgimento del Centro nazionale sangue, del Centro nazionale trapianti e di esperti di settore.

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