SALUTE. Ministero, consumo di alcol: 8 milioni e mezzo di persone a rischio

Alcol: il consumo a rischio in Italia riguarda quasi otto milioni e mezzo di persone, pari al 15,8% degli italiani al di sopra degli 11 anni. Si tratta in particolare di circa 475.000 minori (il 18,5% dei ragazzi e il 15,5% delle ragazze al di sotto dei 16 anni), in cui il consumo dovrebbe essere nullo, e circa 3 milioni di anziani in cui il consumo a rischio coincide prevalentemente con il consumo giornaliero non moderato, soprattutto durante i pasti.

Ma l’Italia si sta allontanando dal tradizionale modello di consumo mediterraneo: prova ne è che negli ultimi dieci anni sono aumentati coloro che bevono alcol al di fuori dei pasti, specialmente fra le donne, e si è diffuso il binge drinking, una modalità di bere di origine nordeuropea che implica il consumo di numerose unità alcoliche in un breve arco di tempo. Il binge drinking ha riguardato nel 2009 il 12,4% degli uomini e il 3,1% delle donne ed è ormai abitudine stabilmente diffusa, soprattutto nella popolazione maschile di 18-24 anni (21,6,1%) e di 25-44 anni (17,4%). Pratica il binge drinking anche una buona percentuale di donne fra i 18 e i 24 anni (7,9%) e fra le giovanissime di 11-15 anni esso appare più diffuso che fra i coetanei maschi.

Sono i dati che emergono dalla settima Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in materia di alcol in attuazione della Legge 30.3.2001 n. 125 "Legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati", trasmessa a dicembre dal Ministero della Salute ai presidenti di Camera e Senato.

Gli alcoldipendenti in trattamento nei servizi pubblici sono in costante aumento dal 1996 e nel 2008 ne sono stati rilevati 66.548. Fra essi in particolare la percentuale dei giovani al di sotto dei 30 anni rappresenta il 10,2% del totale, con un valore in crescita rispetto a quello della precedente rilevazione (10%), soprattutto tra i nuovi utenti.

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