SALUTE. Ministro Turco all’Airc: “Grazie per il lavoro”

Intervenuta alla Cerimonia di Celebrazione della Giornata Nazionale per la Ricerca sul Cancro, il Ministro della Salute Livia Turco ha espresso gratitudine per il lavoro dell’Airc ricordando che "La lotta al cancro resta un impegno prioritario per la sanità pubblica italiana: è questa la considerazione che emerge dai dati sulla diffusione della malattia, non solo nel nostro Paese, ma in tutto il mondo".

Per il 2006 le stime indicano in almeno 260 mila le persone che si ammaleranno di cancro, mentre ogni anno muoiono di questa malattia quasi 150 mila cittadini. Siamo davanti a cifre che, in assenza di progressi, potrebbero anche raddoppiare nei prossimi vent’anni, soprattutto a causa dell’invecchiamento della popolazione. Ma la ricerca e l’assistenza sanitaria hanno fortunatamente compiuto straordinari passi avanti e il primo risultato evidente di tali progressi è rappresentato da un altro numero, questa volta di segno positivo.

Le possibilità di prevenzione – spiega il ministro – oggi a nostra disposizione potranno ridurre la probabilità di ammalarsi, e di conseguenza il rischio di morire, fino al 20% nei prossimi dieci anni. In cifre: 300.000 morti per tumore che potranno essere evitate ogni anno. E questo anche perché oltre la metà dei tumori maligni potrebbe essere prevenuta, senza investimenti tecnologici ma semplicemente attraverso un’efficace politica di prevenzione attenta agli stili di vita a partire da una buona alimentazione, da una costante attività fisica e naturalmente dall’astensione dal fumo.

In ogni caso oggi sappiamo che la sconfitta definitiva della malattia è possibile. Sia attraverso il progressivo miglioramento dei servizi sanitari e delle politiche di prevenzione, sia aumentando gli sforzi e l’impegno pubblico e privato nella ricerca.

In conclusione il Ministro sottolinea che sarebbe un errore pensare alla battaglia contro il cancro intesa solo come una sfida "vita/morte, successo/insuccesso", perché dobbiamo essere consapevoli che, anche quando gli sforzi per sconfiggere la malattia sono vani, si può e si deve impegnare tutto ciò che il progresso della scienza e della innovazione tecnologica mettono a nostra disposizione per garantire comunque dignità e qualità della vita in tutte le sue fasi. Tutto ciò è, e deve essere, parte integrante del percorso assistenziale e non qualcosa che può esserci o non esserci indifferentemente, a secondo delle modalità organizzative o dei diversi approcci terapeutici.

 

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