SALUTE. Ministro raddoppia quantità di cannabis per uso personale: da 500 a 1000 mg

In attesa del provvedimento di riforma della legge Fini-Giovanardi, il Ministro della Salute è intervenuta con un decreto per modificare la quantità di cannabis ammessa per uso personale "per far sì – spiega lo stesso ministro in una nota – che migliaia di giovani non debbano varcare le soglie del carcere o essere vittime di un procedimento penale per aver fumato uno spinello, come sta purtroppo avvenendo ora, a seguito della legge del centro destra".

Con il decreto viene innalzato da 500 a 1.000 milligrammi il quantitativo massimo di cannabis espresso in principio attivo, detenibile ad uso esclusivamente personale. Pertanto i cittadini che saranno trovati in possesso di quantitativi al di sotto di tale limite potranno essere oggetto solo di sanzioni amministrative senza incorrere nella presunzione di spaccio e nei provvedimenti punitivi che, in base alla legge Fini-Giovanardi, potevano arrivare fino all’arresto e al carcere anche per quantitativi realisticamente ascrivibili ad un uso personale.

Secondo l’attuale legge sulla droga per "dose media singola" si intende la "quantità di principio attivo per singola assunzione idonea a produrre in un soggetto tollerante e dipendente un effetto stupefacente e psicotropo". "Con questo provvedimento – ha sottolineato il Ministro Livia Turco – abbiamo operato al fine di una prima correzione amministrativa delle tabelle contenenti i valori massimi quantitativi delle sostanze stupefacenti per uso esclusivamente personale.

Con ciò non si intende liberalizzare l’uso della cannabis ma, molto più responsabilmente, far rientrare tali comportamenti nocivi per la salute tra gli atti da prevenire e non da reprimere con pene che possono arrivare fino al carcere. Il problema della droga, è bene sottolinearlo ancora una volta, sta nell’illegalità diffusa attorno al traffico e al commercio e non nel consumo individuale, contro il quale non servono né il carcere né i ricoveri coatti. La cosiddetta "tolleranza zero" verso i consumatori non è infatti riuscita a scardinare il business della droga in nessuna parte del mondo, mentre la via giusta è quella dell’accoglienza sociale per le persone e le famiglie che vivono il dramma della droga, decriminalizzando le condotte legate al consumo e concentrando il lavoro delle Forze dell’ordine e della Magistratura verso i veri criminali che sono i trafficanti e gli spacciatori".

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