SALUTE. Morbo mucca pazza, esperti consigliano: “Mantenere alta l’attenzione”

Non abbassare la guardia contro il morbo della "Mucca pazza" e le altre malattie degenerative del cervello che colpiscono l’uomo e gli animali. È il monito degli studiosi di tutto il mondo che daranno vita, a Torino, dal 3 al 6 ottobre, al convegno ‘Prion 2006’. Gli esperti saranno 800, in rappresentanza di 52 enti di ricerca, e nel programma ci sarà anche una conferenza, in italiano, aperta al pubblico. I recenti casi diagnosticati in Giappone, Usa e Canada hanno dimostrato che il prione della Bse, l’encefalopatia spongiforme bovina nota come morbo di ‘mucca pazzà, non è debellato e c’è il rischio – sostengono i ricercatori – che posa diffondersi attraverso nuove vie, trasmesso ad esempio tramite il sangue.

D’altronde, l’identificazione, prima in Italia e in altri paesi europei, di nuove varianti della Bse, rende indispensabili nuove ricerche sulle potenzialità di rischio per l’uomo e gli animali di queste nuove forme e sulle possibilità di trasmissione all’uomo di altre malattie. L’ondata più acuta di "Mucca pazza" è stata combattuta con investimenti in ricerca per soli 90 milioni di euro, a fronte dei 90 miliardi di danni creati in Europa. Al convegno ‘Prion 2006’, al quale parteciperà anche il premio Nobel Stanley Prusiner, verranno presentati i più recenti risultati della ricerca mondiale su controllo e terapie delle malattie degenerative del cervello, verà fatto il punto sulle possibilità terapeutiche e sulla prossima disponibilità di mezzi diagnostici applicabili in fase pre-clinica.

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