SALUTE. Nanotecnologie e cosmetici, prodotti sicuri per i consumatori?

Negli ultimi anni, l’entusiasmo per l’esplorazione dell’infinitamente piccolo è uno dei leit motiv della ricerca nei vari campi e il futuro del progresso sembra essere sempre più riposto sulle nanotecnologie. L’invasione dei nanomateriali è di fatto una realtà già consolidata sul mercato e spazia nei settori merceologici più diversi: dall’elettronica, che propone processori sempre più veloci e monitor a led, agli elettrodomestici contenenti particelle d’argento, o imballaggi con ossidi di zinco per sterilizzare il cibo, alle attrezzature sportive dalle altissime prestazioni grazie alle nanoparticelle meccaniche, ai farmaci dove si stanno sperimentando almeno 250 nuovi medicinali nanotecnologici, alla cosmesi, dove accanto alle creme solari con ossido di zinco e di titanio si trovano creme antirughe a base di silicio, o dentifrici ai nanocristalli.

Eppure, a fronte dell’impennata di entusiasmo per i nanomateriali – che dal punto di vista economico muovono ormai un giro d’affari da capogiro – si levano da più parti voci critiche sull’effettiva sicurezza di questi prodotti possono avere sulla salute dei consumatori. E’ datata 2006, per esempio, la petizione presentata al Parlamento europeo da una cittadina francese che esprimeva preoccupazione in merito alla possibile tossicità delle nanoparticelle in cosmetica, alla quale la Commissione aveva risposto che i dati scientifici disponibili garantiscono in linea di massima la sicurezza di questi prodotti. Nel luglio scorso comunque, la Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica sul codice di buona condotta proprio sulle nanotecnologie (www.helpconsumatori.it/news.php?id=17130).

Ed è proprio per fare il punto sull’impatto dei nanocosmetici sulla salute dei consumatori che si è tenuto questa mattina a Milano un incontro per la stampa organizzato da Unipro, l’associazione italiana delle Imprese cosmetiche.

"I nanomateriali in cosmetica vengono attentamente valutati dal Comitato scientifico dei prodotti di consumo (CSPC) che accertano e valutano la sicurezza di questi prodotti. Il CSPC si è impegnato a fornire, entro il 2008, alla Commissione europea un ulteriore approfondimento sulla sicurezza dei nanomateriali in cosmetica, nell’obiettivo di evidenziare eventuali ricadute di tipo tossicologico di questi prodotti sulla salute dei consumatori", ha dichiarato a Help Consumatori Luca Nava, responsabile dell’area tecnico-normativa di Uniparo.

Secondo Gerhard Nohynek, responsabile della Ricerca&Sviluppo dell’Oréal, gli studi di citotossicità non hanno comunque riscontrato particolari differenze particolari sul piano della sicurezza. "C’è poca evidenza in supporto alla tesi che gli effetti delle nanoparticelle sulla pelle producano tossicità. Tutto sommato gli studi sembrano evidenziare invece che i nanoingredienti causino un rischio nullo o trascurabile per la salute umana", ha concluso Nohynek.

 

 

 

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