SALUTE. Nuova influenza, il punto della situazione

Continuano ad aumentare le vittime della nuova influenza umana A/H1N1. Dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali arriva il nuovo riepilogo della situazione. Si è raggiunto il numero complessivo di 35mila chiamate al numero 1500 attivato il 28 aprile per dare ai cittadini tutte le informazioni utili; soltanto nella giornata di ieri si sono rivolti al call center 1075 cittadini.

Restano 5 i casi di nuova influenza umana A/H1N1 confermati in Italia: due in Toscana, presso l’ospedale di Massa e l’ ospedale Careggi di Firenze, tre nel Lazio, presso gli ospedali Bambino Gesù e Spallanzani di Roma.

Peggiora, invece, il bilancio internazionale: i casi confermati di nuova influenza A/H1N1 secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Center of Desease Control (CDC) di Atlanta sono complessivamente 1.755, i decessi sono 31.

In particolare:

  • Messico: 822 casi confermati e 29 decessi
  • Stati Uniti: 642 casi confermati e 2 decessi
  • Canada: 165 casi confermati e nessun decesso
  • Spagna: 57 casi confermati e nessun decesso
  • Austria: 1 caso confermato e nessun decesso
  • Germania: 9 casi confermati e nessun decesso
  • Regno Unito: 27 casi confermati e nessun decesso
  • Danimarca: 1 caso confermato e nessun decesso
  • Francia: 4 casi confermati e nessun decesso
  • Israele: 4 casi confermati e nessun decesso
  • Irlanda: 1 caso confermato e nessun decesso
  • Italia: 5 casi confermati e nessun decesso
  • Portogallo: 1 caso confermato e nessun decesso
  • Nuova Zelanda: 6 casi confermati e nessun decesso
  • Olanda: 1 caso confermato e nessun decesso
  • Svizzera: 1 caso confermato e nessun decesso
  • Repubblica Coreana:2 casi confermati e nessun decesso
  • Cina – Hong Kong Sar: 1 caso confermato e nessun decesso
  • Costa Rica: 1 caso confermato e nessun decesso
  • El Salvador: 2 casi confermati e nessun decesso

Dal 24 aprile il Ministero ha assunto una serie di misure per fronteggiare un’eventuale pandemia influenzale: dalla creazione di un’Unità di Crisi presieduta dal Sottosegretario di Stato Ferruccio Fazio, all’istituzione di un Tavolo permanente con le Regioni, all’emanazione di una circolare agli Usmaf e all’Enac per la sicurezza dei viaggiatori.

Per quanto riguarda la situazione delle scorte di antivirali presso il Ministero sono stoccate quaranta milioni di dosi di farmaci antivirali. Più precisamente sono disponibili circa dieci milioni di dosi di farmaco Zanamivir (Relenza) e 60mila dosi di farmaco Oseltamivir (Tamiflu) pronte per l’assunzione.

Sono inoltre disponibili circa 30 milioni di dosi di Tamiflu sotto forma di polvere, per l’incapsulamento della quale è stato dato mandato all’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze che provvederà all’incapsulamento di 70.000 dosi giornaliere. Tale polvere, comunque, può essere assunta, in estrema emergenza, in soluzione liquida.

Il Ministero, infine, ricorda che l’Italia dispone di un preciso Piano concordato con gli altri Stati dell’Unione Europea di preparazione e risposta ad un’eventuale pandemia influenzale.

Intanto la Coldiretti sottolinea che, come ha confermato il Comitato europeo per la salute degli animali, che riunisce i capi veterinari dell’Ue, "il consumo di carne suina e dei prodotti derivati è sicuro in base all’evidenza scientifica". Secondo gli esperti dell’Oms oltre alla carne di maiale anche il "prosciutto è del tutto sicuro e si può tranquillamente mangiare” poiché il virus della nuova influenza ”non ha una vita lunga” e considerando il lungo periodo di maturazione che prodotti come il prosciutto o altri insaccati richiedono non e’ ipotizzabile una trasmissione del virus.

Quindi, secondo la Coldiretti, "la psicosi sui consumi di carne di maiali e derivati che si è diffusa in Italia e all’estero è ingiustificata e mette a rischio anche le esportazioni che valgono un miliardo di euro e che sono cresciute in valore del 7,6% nel 2008".

"L’esperienza delle crisi del passato – ha ribadito la Coldiretti – ha dimostrato comunque che la trasparenza dell’informazione e la rintracciabilità in etichetta è il miglior modo per evitare la psicosi nei consumi che mette a rischio le oltre 5mila stalle italiane che allevano quasi 13 milioni di suini (dei quali il 70% destinati alle produzioni italiane a denominazione di origine) e alimentano una filiera che dà lavoro a oltre novantamila lavoratori (35mila negli allevamenti, 25mila nei macelli e nelle industrie di trasformazione e 30mila nei trasporti ed altri servizi commerciali) e sviluppa al consumo un fatturato di circa 20 miliardi".

"Vanno quindi adottate – ha chiesto la Coldiretti – le misure già sperimentate con successo nel caso dell’influenza aviaria a partire dall’obbligo di indicare la provenienza sulle etichette della carne di maiale al pari di quanto è stato già fatto per quella di pollo e per quella bovina rispettivamente dopo le emergenze aviaria e mucca pazza.

 

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