SALUTE. Nuovi servizi in farmacia, in GU decreti fra un mese e mezzo

Nuovi servizi in farmacia: contribuiscono a cambiare l’identità del farmacista – figura professionale chiamata a essere operatore di comunità e collegamento con il sistema sanitario nazionale – ed esigono il rispetto della privacy, o meglio la tutela dei dati personali sanitari dei pazienti. Si tratta di un’ampia gamma di servizi che comprendono la presa in carico dei pazienti cronici, le campagne di screening, la prenotazione di visite tramite CUP, il pagamento di ticket e il ritiro dei referti. I decreti attuativi della nuova normativa hanno ottenuto il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni e ora si aspetta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Per tre dei quattro decreti di attuazione i tempi di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale previsti sono di un mese e mezzo. E comunque "è un’iniziativa unica al mondo, laddove le farmacie hanno un gradimento massimo da parte della popolazione". È quanto ha detto il ministro della Salute Ferruccio Fazio intervenendo al convegno di Federfarma, la Federazione dei titolari di farmacia, sul tema "La farmacia dei servizi: analisi e proposte per attuare la nuova normativa". Alla riunione hanno preso parte il presidente Federfarma Annarosa Racca, il presidente del Sunifar (il sindacato dei farmacisti rurali) Alfredo Orlandi, il segretario nazionale della Fimmg Giacomo Milillo, il Direttore generale sistema informativo del Ministero della Salute Rossana Ugenti. Due interventi hanno poi centrato l’attenzione sul ruolo del farmacista e sulle regole per il rispetto dei dati personali, affidati rispettivamente al presidente del Censis Giuseppe De Rita e al presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali Francesco Pizzetti. La voce dei consumatori è stata rappresentata da Massimiliano Dona, segretario nazionale dell’Unione Nazionale Consumatori.

Secondo l’analisi di De Rita, si assiste a un passaggio identitario del farmacista che da distributore di farmaci e commerciante diventa operatore comunitario e articolazione del sistema sanitario: "La realtà del farmacista – ha detto il presidente Censis – si gioca sulla dimensione comunitaria e sull’appartenenza al servizio sanitario". Il farmacista è insieme operatore di una comunità (in un tempo in cui, secondo De Rita, la vita comunitaria sta assumendo un ruolo fondamentale) e allo stesso tempo rappresenta una figura in collegamento col sistema, incardinato in esso. Come il postino, il prete, il medico, è una figura che coniuga prossimità e istituzione. Da qui deriva l’importanza del ruolo svolto.

Delle nuove funzioni, il Garante privacy ha sottolineato che "dietro la farmacia dei servizi, c’è un salto di qualità che dà alle farmacie un ruolo importante. Il salto di qualità – ha detto Pizzetti – è permesso dalle nuove tecnologie". Poiché alla dimensione del territorio reale si affianca quello della rete, di internet, del virtuale, "anche i servizi assumo un ruolo di doppio livello, territoriale e legato alle nuove tecnologie. Quindi c’è soltanto da adattare il ruolo del farmacista a una realtà in parte reale in parte virtuale".

Le considerazioni di Pizzetti servono a spiegare e a inquadrare le richieste di tutela dei dati personali che vengono dall’Autorità, e che dovranno portare a un adeguamento anche delle piccole farmacie (che invece denunciano difficoltà, a fronte delle quali il Garante chiede di non differenziarsi con le grandi farmacie urbane, anche se si dice disponibile al confronto). Si tratta di dati che hanno grande importanza: sono informazioni sullo stato di salute dei pazienti, analisi, referti. "È evidente che ci sono misure di sicurezza da garantire e cautele da adottare. Ma sono quelle – ha detto Pizzetti rivolto alla platea – che avete sempre adottato: ora le dovete adattare alla realtà virtuale". Le principali misure di sicurezza richieste riguardano non solo la previsione di postazioni dedicate per le prenotazioni e i referti, ma il tempo di tenuta dei referti, la tracciabilità degli operatori che si occupano dei servizi, la garanzia che gli operatori siano tenuti al segreto professionale. Una tutela, ha ribadito il Garante, che serve a prevenire rischi per i cittadini e per gli stessi farmacisti.

"Oggi è in atto – ha detto il presidente Federfarma – un altro passo avanti verso la farmacia del futuro, vicina ai bisogni della gente".

La voce della gente, cioè dei consumatori, è stata portata da Dona, segretario nazionale UNC: "Il consumatore ha fretta. Il principale interesse del consumatore è semplificarsi la vita, se possibile, in sicurezza. Oggi i consumatori hanno bilanci più ristretti e meno tempo a disposizione. I desideri dei consumatori sono risparmio, efficienza, rispetto delle regole di sicurezza. Questi principi devono coniugarsi con i servizi. Mi piace – ha proseguito Dona – l’espressione ‘farmacia dei servizi’. E non è tempo di guerre di religione. Nessuno può discutere il ruolo della farmacia, la professionalità e la capillarità non sono in discussione. Non possiamo che accogliere con favore l’allargamento dei servizi".

Ha continuato Dona: "Noi però vediamo sempre con favore l’allargamento dei canali e dei servizi, come è stato nella stagione delle liberalizzazioni. Quindi viva l’allargamento dei canali e viva l’allargamento dei servizi". Dona ha sottolineato che in una situazione in movimento, "abbiamo poste che vogliono fare le banche, banche che vogliono fare le poste, poste che provano a fare le farmacie, farmacie che provano a fare le poste e i supermercati". Conseguenza: "Nel mercato c’è un solo giudice: il consumatore". L’obiettivo diventa dunque quello di "sedurlo".

 

di Sabrina Bergamini

Comments are closed.