SALUTE. Obesità, Altroconsumo chiede all’Europa un’azione decisa contro gli spot

Il 13 dicembre prossimo gli eurodeputati saranno chiamati a votare in seduta plenaria la direttiva sui servizi dei media audiovisivi, la cosiddetta "tv senza frontiere". Altroconsumo e le altre associazioni del BEUC (Bureau européen des associations des consommateurs) si aspettano dai loro rappresentanti un’azione decisa contro la pubblicità ai più giovani su prodotti sbilanciati nel contenuto di grassi, zuccheri e sale.

La richiesta dell’associazione arriva a seguito dei dati allarmanti in tema di obesità. Nel 2006 i bambini obesi o in sovrappeso nell’Unione europea sono stati stimati in circa 22 milioni, e l’aumento di anno in anno è di 1,2 milioni, su un totale di 71,5 milioni di popolazione infantile (fonte: International Journal of Paediatric Obesity, 2006). In Italia la situazione, secondo Altroconsumo, è preoccupante: la pubblicità alimentare fa la parte del leone sull’insieme dei prodotti e servizi pubblicizzati, rappresentando più del 25% di tutti i messaggi pubblicitari trasmessi nei più comuni orari di ascolto tv dei bambini. Tra gli spot alimentari, occupano il primo posto, con il 20% sul totale, prodotti come biscotti e merendine, alimenti ricchi di grassi e zuccheri.

Pratiche pubblicitarie non più sostenibili – affermano i consumatori in una nota – se si vuole combattere concretamente l’obesità infantile, come documentato anche negli altri Paesi d’Europa dalle altre associazioni indipendenti di consumatori, aderenti come Altroconsumo al BEUC,. Qualche esempio: nel Regno Unito sono state individuate almeno 40 tecniche diverse utilizzate dall’industria alimentare per vendere i prodotti ai bambini. In Francia 9 prodotti su 10 oggetto di pubblicità televisiva destinata all’infanzia sono da sconsigliare per lo scarso equilibrio nutrizionale. In Spagna il 48% dei messaggi pubblicitari diffusi durante le trasmissioni per i piccoli riguardano prodotti di catene fast-food, patatine, cereali troppo zuccherati. A livello europeo qualche istituzione pubblica sta già reagendo, come l’OFCOM, l’autorità inglese di regolamentazione, che ha annunciato il divieto della pubblicità in tv, durante, prima e dopo trasmissioni destinate ai bambini, per gli alimenti con una percentuale di sale, zucchero o grassi superiore alle quantità consigliate.

 

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