SALUTE. Obesità infantile, a rischio 1 mln di bimbi

Oltre1 bambino italiano su 3 che frequenta la terza elementare è obeso o in sovrappeso. E’ quanto emerge da "Okkio alla salute", il primo monitoraggio sulla popolazione in età evolutiva condotto nelle scuole italiane con parametri omogenei dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, coordinata dall’Istituto superiore della sanità e in accordo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Lo studio, presentato oggi a Roma, è stato condotto in 18 Regioni italiane dove 1.028 operatori del servizio sanitario nazionale, hanno misurato peso e altezza di circa 46 mila bambini in 2.610 scuole elementari. Differenze significative sono emerse tra regione e regione. Il primato negativo va alla Campania dove il tasso di obesità si attesta al 21 % e quello complessivo dei casi di sovrappeso al 49%. Seguono subito in coda la Sicilia con il 17% e Molise e Calabria entrambe con un tasso di obesità del 16%. Migliore invece è la situazione in Friuli Venezia Giulia dove solo il 4% dei bimbi risulta avere problemi di obesità e in Valle D’Aosta dove la percentuale è del 6%.

Cattive abitudini alimentari, scarsa attività fisica e comportamenti sedentari. Queste le principali concause di sovrappeso e obesità dei bambini italiani. Fin dalla prima mattina molti, infatti,iniziano male la giornata saltando totalmente la colazione (11%) o non facendola in maniera adeguata (23%). Troppe calorie si consumano, invece, spesso a merenda (82%) e quasi un bambino su quattro non consuma né frutta né verdura.

"L’attività fisica in età evolutiva é proprio come un vero e proprio farmaco". Così il sottosegretario alla Salute Francesca Martini che ha sottolineato con preoccupazione che solo 1 bambino su 10 svolge il livello di attività fisica raccomandato per la sua età. I bambini italiani risultano dall’indagine piuttosto sedentari: 1 bambino su 4 guarda la tv per più di quattro ore e nella metà dei casi possiede l’apparecchio in camera.

"Credo – ha detto Martini – che l’attività sportiva, agonistica o meno che sia – ha proseguito la Martini – sia un vero e proprio stile di vita sano, che aiuta a tenere lontane le cattive abitudini alimentari e comportamentali che oggi stanno prendendo un po’ troppo piede tra gli adolescenti italiani. Per questo chiediamo anche un maggiore coinvolgimento del Coni, perché le strutture sportive siano aperte più spesso, e perché si torni ai tempi dei Giochi della Gioventù, attraverso i quali anche i giovani meno interessati, in passato, hanno potuto misurarsi con l’attività sportiva".

Solo il 12% delle scuole prevede la distribuzione di alimenti sani. In questo senso, il sottosegretario ha raccomandato un maggiore controllo nelle mense scolastiche, affinché siano presenti prodotti sani del territorio, e in particolare frutta e verdura. Sempre in linea con il ruolo fondamentale delle scuole nella lotta all’obesità ed il sovrappeso Martini ha affermato di aver "già chiesto al ministro Gelmini un maggiore coinvolgimento alle scuole per tenere più aperte le palestre e per portare l’obbligo dell’attività fisica settimanale a due ore".

Infine, dall’indagine è evidente come i genitori sembrino sottovalutare il problema. Tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, 4 su 10 non ritengono che il proprio figlio abbia un peso eccessivo e molto genitori sembrano sottovalutare la quantità di cibo assunta dai propri figli.

Nel 2009 il progetto "Okkio alla Salute" vedrà lo sviluppo di una seconda fase che riguarderà la sorveglianza dei comportamenti associati con lo stato di salute negli adolescenti. In particolare, la ricerca prenderà in considerazione anche il consumo di alcol e tabagismo.

A cura di Laura Muzzi

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