SALUTE. Obesità, Congresso nazionale SIO: unire le forze per un migliore stile di vita

"La Società Italiana Obesità (SIO) si pone come punto di riferimento di tutti gli specialisti e di tutte le scienze coinvolte nel fenomeno. L’obesità è infatti una patologia orfana in quanto non ha farmaci per il trattamento". E’ quanto ha detto Giovanni Spera, presidente della SIO Lazio e del congresso nazionale della Società che si è aperto ieri a Roma.

"Le specialità – ha proseguito – sono essenzialmente la medicina interna, la cardiologia, l’endocrinologia, la nutrizione, la dietologia, la psicologia e psichiatria e così via. Non sarebbe corretto che una sola di queste si appropriasse culturalmente di questo testimone che la Sio vuole portare avanti. La Società punta infatti a una unione di forze per poter avere una autonomia nella gestione del problema e nell’interfaccia con le istituzioni."

Con questo quinto congresso la mano della presidenza passa dal prof. Saverio Cinti al prof. Roberto Vettor. Nella sua introduzione Cinti ha ricordato le maggiori iniziative del suo mandato come "la campagna di sensibilizzazione del pubblico sulle problematiche mediche dell’obesità con l’ iniziativa nazionale "Dai peso al peso". Circa 5000 pazienti sono stati esaminati da esperti di obesità in appositi ambulatori allestiti all’ interno di iperCoop in tutta Italia". Importante anche la collaborazione "alla Consulta Nazionale per la Prevenzione del Rischio Cardiovascolare, alla Federazione delle Società Italiane della Nutrizione e al Gruppo Intersocietario Endocrino-Metabolico. Da ultimo è previsto che nel corso della cerimonia inaugurale si proceda anche al primo passo concreto dell’iniziativa che ho lanciato al momento di iniziare la mia attività di Presidente: "L’Obesità cura la fame". Nel momento in cui adoperiamo le nostre risorse intellettuali per studiare, curare e prevenire l’obesità, come è giusto che sia, è anche giusto rivolgere un pensiero a coloro che muoiono di fame. Abbiamo pensato di dare un piccolo contributo alla Caritas a questo scopo".

I diritti del paziente obeso è uno dei temi al centro del Congresso. A rappresentarli l’avvocato Angela Ferracci dell’AIPO (Associazione Italiana Pazienti Obesi) e della CIDO ( Comitato italiano per i diritti delle persone affette da obesità e disturbi alimentari): "Il disagio che vivono i cittadini che rappresento deriva da come viene affrontato in Italia il problema obesità: troppo spesso gli obesi sono considerati colpevoli della loro condizione, negligenti, pigri, ostili, con scarsa igiene e senza forza di volontà. Sono stereotipi che possono portare a gravi conseguenze psicologiche e sociali. Chiediamo quindi una maggiore consapevolezza verso il nostro problema, soprattutto da parte degli operatori sanitari. In particolare, chiediamo l’abrogazione del decreto del presidente (in qualità di commissario ad acta) della Regione Lazio n. 16 del 5/09/2008 che riguarda i criteri di accesso alle prestazioni di riabilitazione ospedaliera post acuzie. Secondo questa norma l’obesità rientra nell’ambito della riabilitazione dopo un evento acuto, come un incidente al ginocchio o una frattura all’anca. Si tratta oltretutto di centri con pochissimi posti disponibili".

Molti e importanti quindi i disagi che quotidianamente vivono milioni di obesi. Milioni, sì. Perché i numeri del fenomeno sono rilevanti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in tutta Europa il fenomeno interesserà 150 milioni di adulti e 15 milioni di bambini entro il 2010. Il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, intervenendo al Congresso, ha ricordato i dati del progetto Passi: "In Italia il 31,6% delle persone è in sovrappeso mentre il 10% è obeso. I numeri sono ancora più preoccupanti se parliamo di obesità infantile. Secondo i risultati del progetto Okkio alla Salute, che ha previsto un monitoraggio nei bambini tra i 6 e gli 11 anni, il 23,6% del campione è in sovrappeso e il 12,3% è obeso. Il Ministero sta facendo molto su questo fronte con iniziative di formazione di genitori e insegnanti, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione".

Come testimoniano le parole del Ministro Fazio, il problema dell’obesità sta diventando sempre più attuale soprattutto quando si parla delle giovani generazioni. Lo scorso febbraio il governo rumeno ha deciso di tassare i cibi spazzatura e i proventi verranno utilizzati per finanziare programmi di educazione alimentare-sanitaria. L’iniziativa ha suscitato un gran parlare. Abbiamo chiesto l’opinione del prof Spera. "Storicamente altri paesi hanno attuato azioni simili. Questo tipo di interventi porta spesso a dei "rebound" in senso negativo per l’effetto di una sorta di corsa al proibito. Potrebbe essere più efficace un impegno di tutta la socialità e di tutta la politica nella prevenzione".

Cosa ne pensa invece della proposta di alcune associazioni dei consumatori di vietare gli spot pubblicitari di junk food indirizzati ai bambini? "La Sio, e molti suoi esponenti storici, hanno combattuto a livello istituzionale per regolamentare le pubblicità alimentari in termini di caratteristiche e collocazione oraria. Si tratta di una lotta ad armi impari contro i titani dell’industria. C’è però uno spazio per poter parlare di regolamentazione per ottenere quel minimo almeno di distribuzione oraria. Come Sio possiamo, in qualità di consulenti, partecipare a un progetto che punti a capire preliminarmente il target, i contenuti e le aree della comunicazione esatti di una iniziativa che punti a regolare la pubblicità per alimenti. Come Società spesso ci confrontiamo con le aziende alimentari proprio per trovare insieme delle valide alternative commerciali che sia condivisibile dal punto di vista strategico".

A cura di Silvia Biasotto

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