SALUTE. Oggi si celebra la Giornata mondiale dei malati di Sindrome di affaticamento cronico

Oggi si celebra la giornata della "Giornata mondiale malati CFS", ovvero la Chronic Fatigue Syndrome (CFS), Sindrome Affaticamento Cronico. In questo giorno l’ Associazione Italiana CFS vuole sensibilizzare la coscienza e la consapevolezza di quanti osservano dall’esterno la condizione di questi malati per far capire la gravità di questa malattia e concordare sull’urgenza di aiutare e sostenere le persone meno fortunate colpite Sindrome Affaticamento Cronico. La causa o le cause certe della sindrome sono ancora sconosciute: le ipotesi riguardano la sfera infettivologica, immunologia, neurologica e tossicologica. E’ importante una diagnosi precoce, quindi nel caso in cui si avvertano i sintomi sottoelecanti da almeno 6 mesi, è necessario rivolgersi a medici e Centri competenti che conoscono e diagnosticano la Sindrome da Affaticamento Cronico.

Le persone affette da CFS soffrono di uno stato di debolezza generale, stanchezza non solo fisica ma anche mentale, fatica nello svolgere le normali attività giornaliere. La stanchezza è persistente, aumenta dopo ogni piccolo sforzo, non è alleviata da alcun riposo. Col progredire della sindrome la spossatezza può diventare grave, la sensazione di essere "svuotati di energie" e lo sfinimento severo diventano persistenti, molti sintomi si acuiscono ed altri se ne aggiungono.

La sindrome provoca condizionamenti e rinunce nella vita di chi ne è affetto: si esce il minimo indispensabile, tutto diventa faticoso e spesso i malati sono costretti a lasciare gli studi o il lavoro. Il tutto – sottolineano Cfsitalia – mentre la malattia è poco conosciuta anche dagli stessi medici di base. In Italia esistono tre Centri (Aviano, Chieti, Pisa) in cui si possono eseguire, con ricovero, esami di laboratorio e ricerche a carico del Servizio Sanitario Nazionale per la diagnosi "ad esclusione". La CFS. si presenta più comunemente nei giovani e nelle donne intorno ai 35 – 40 anni, è quasi assente negli anziani oltre i 65-70 anni e rara nell’età pediatrica. La CFS è stata riscontrata in tutto il mondo comprese l’Europa, l’Australia, la Nuova Zelanda, Canada, l’Islanda, il Giappone, la Russia ed il Sudafrica.

Purtroppo i malati di CFS non sono tutelati in nessun modo, anzi sono abbandonati e dimenticati completamente dalle istituzioni pubbliche e dalla società. Infatti, nonostante la Sindrome da Affaticamento Cronico, è stata classificata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità con ICD-10, non è ancora stata dichiarata ufficialmente patologia grave, cronica e invalidante e dunque non ha diritto al riconoscimento di un’eventuale stato di invalidità civile, non è stata riconosciuta malattia rara e né è inserita negli elenchi delle malattie che danno diritto ad esenzioni di ticket per la spesa sanitaria riguardante accertamenti clinici e strumentali, esami diagnostici o per poter intraprendere percorsi terapeutici.

Ad oggi non esistono trattamenti unici e specifici per la CFS, ma solo tentativi di cure che, come si è constatato, possono procurare benefici ad alcuni soggetti e ad altri meno, ma che comunque ognuno dovrebbe avere il diritto di sperimentare se solo non fossero così costose e interamente a carico del malato.
Informazioni, indirizzi e approfondimenti sulla CFS possono essere reperiti sul sito www.cfsitalia.it.

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