SALUTE. Organizzazione Mondiale Sanità lancia allarme obesità

Oltre 300 milioni: sono gli adulti obesi nel mondo secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Numeri che delineano una vera e propria emergenza, anche perché l’obesità dilaga sempre di più pure nei paesi in via di sviluppo: per questo l’Oms ha identificato nella lotta all’obesità una delle "aree prioritarie di azione", come hanno confermato oggi gli esperti di 36 paesi riuniti a Roma per fare il punto su questa emergenza sanitaria in occasione di una consultazione promossa da Oms e Fao, con il sostegno del governo italiano.

L’obesità – afferma l’Oms – è una delle più grandi sfide di salute pubblica del XXI secolo e la sua incidenza è triplicata in molti paesi europei a partire dagli anni ’80’. Preoccupanti sono anche i costi: l’obesità – rileva l’Oms – è responsabile del 2-8% dei costi sanitari e del 10-13% dei decessi nelle regioni europee.

Un’emergenza che impone di correre ai ripari: proprio per promuovere una collaborazione internazionale che ponga la lotta a questa patologia nell’agenda dei vari governi, l’Oms ha in programma per novembre 2006 una grande conferenza ministeriale a livello internazionale che si svolgerà a Istanbul.

Ma l’aspetto che preoccupa gli esperti è, soprattutto, l’aumento dei soggetti obesi nei paesi in via di sviluppo: A fronte di 852 milioni di persone malnutrite nel mondo – ha affermato Guy Nantel della Nutrition and consumer protection divisione della Fao – ci sono circa 115 milioni di soggetti nei paesi in via di sviluppo che soffrono invece di obesità. Come si spiega questo paradosso? Il fatto, hanno rilevato gli esperti, è che i modelli alimentari si stanno sempre di più uniformando a livello mondiale, con una crescita del consumo di zuccheri e grassi animali: "Dal momento che i cibi salutari sono spesso molto più costosi di quelli industriali e ricchi di grassi e calorie – hanno rilevato gli specialisti Oms – è proprio la gente più povera ad essere maggiormente propensa al consumo di tali prodotti andando incontro al rischio obesità".

Una questione complessa, per affrontare la quale possono essere varie le armi a disposizione: non ultima una politica dei prezzi mirata anche se, ha precisato Josef Schmidhuber della Fao, "la tassazione sui prodotti alimentari solo in particolari circostanze può risultare un mezzo efficace per influire sui livelli di consumo o la composizione della dieta". Ad ogni modo, ha commentato il direttore del Centro per il Controllo delle Malattie (CCM) del Ministero della Salute, Donato Greco, nella lotta all’obesità "é importante un’azione coordinata tra tutti i ministeri, inclusi quelli dell’agricoltura e dell’economia, dal momento che anche i prezzi determinano la politica alimentare di un paese". L’Italia, ha concluso Greco, si colloca comunque in prima linea nel contrastare questa patologia in crescita, avendo inserito la lotta all’obesità nel proprio piano nazionale di prevenzione.

 

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