SALUTE. Ospedali: quasi 13 milioni di ricoveri ogni anno

Ogni anno ci sono circa 13 milioni di ricoveri in ospedale, pari a un totale di oltre 78 milioni e 750 mila giornate di degenza. In ospedale si resta in media circa sei giorni e mezzo, ma si superano gli otto per i pazienti con più di 65 anni. Il parto, come evento naturale, resta il primo motivo di ricovero, anche se si registra un ricorso ancora eccessivo al taglio cesareo. E oltre un ricovero su tre richiede un intervento chirurgico. Sono i dati dell’ultimo "Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero", realizzato dal Ministero della Salute in base alle informazioni della banca dati delle Schede di dimissione ospedaliera (SDO), relative all’anno 2004.

Secondo il rapporto, il numero dei ricoveri complessivi risulta in lieve incremento. Rispetto al 2003, a fronte di una significativa riduzione dei ricoveri in regime ordinario (circa 103.500 in meno) si osserva un contemporaneo aumento dei trattamenti in day hospital (circa 243.400 in più), secondo una tendenza osservata già negli anni precedenti. Chi sono coloro che si ricoverano? Il ritratto più comune è quello di un uomo con più di 65 anni e un problema cardiovascolare o di una mamma con bambino appena nato di parto naturale. Salvo il primo posto del parto naturale e la gravidanza, le cause che portano al ricovero ordinario in ospedale sono riconducibili in gran parte a malattie cardiovascolari (aterosclerosi, insufficienza cardiaca, ictus, infarto miocardico acuto, aritmie), al trattamento delle neoplasie e delle malattie polmonari. E oltre un ricovero su tre, rileva lo studio, richiede un intervento in sala operatoria, pari a circa 4 milioni e 700 mila interventi complessivi nel 2004, di cui più di circa 3 milioni e 64 mila in regime ordinario e un milione 641 mila in day hospital.

Il ricorso al ricovero è proporzionalmente maggiore negli uomini, ad eccezione delle classi di età corrispondenti all’età fertile delle donne. Per esempio, dai 25 anni ai 44 circa 139 ricoveri su mille abitanti sono appannaggio delle donne contro i 66 dei maschi mentre dai 65 anni ai 74 circa 302 ricoveri su mille sono degli uomini e 203 delle donne. In media i ricoveri ordinari degli uomini costano di più di quelle delle donne.

Il ricorso all’ospedale varia anche da regione a regione: si va dai 107,8 ricoveri per mille abitanti in Piemonte ai quasi 190 in Abruzzo. In generale, valori superiori a quello medio nazionale (141,5) si osservano in quasi tutte le regioni centro-meridionali. Il rapporto evidenzia un trasferimento (circa 80%) dei ricoveri con interventi per cataratta e sindrome del tunnel carpale alla modalità di ricovero diurno e un minor ricorso al ricovero per patologie croniche trattabili efficacemente in regime ambulatoriale, quali diabete e asma. Al contrario, si rileva un progressivo incremento del ricorso al taglio cesareo, che viene effettuato nel 37,8% dei parti complessivi, nonostante le indicazioni nazionali ed internazionali suggeriscano di promuovere il parto naturale contenendo il taglio cesareo al 15-20% dei parti.

"La priorità – ha commentato il ministro della la Salute Livia Turco – resta la battaglia per la sicurezza e la qualità delle cure, e su questo fronte Governo, Regioni, Asl e operatori sanitari sono impegnati da tempo per migliorare i servizi, ammodernare le strutture, promuovere la prevenzione degli errori e le buone pratiche cliniche e assistenziali". "Il dato che mi ha colpito di più è quello del numero delle giornate di degenza, ovvero dei giorni passati in ospedale da questi cittadini: quasi 79 milioni di giornate, il che vuol dire più di sei giorni a testa in corsia. In questo dato colgo infatti il grande ruolo di accoglienza e comunità che gli ospedali devono esercitare investendo sempre di più sull’accoglienza e l’umanizzazione delle cure".

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