SALUTE. Parto cesareo, CODICI: Sicilia e Lazio hanno il tasso di mortalità infantile più alto

Sei neonati morti nel giro di un mese. L’ultima tragedia è successa ieri all’ospedale San Camillo di Roma: una donna sottoposta a parto cesareo ha dato alla luce un feto morto. "Riteniamo ci sia qualcosa che non va – commenta il Segretario Nazionale del CODICI Ivano Giacomelli – Siamo di fronte ad una media di circa 6 morti di neonati nel giro di un mese. Un dato estremamente preoccupante e che necessita dell’attenzione delle Istituzioni, in particolare in quelle Regione più colpite dal tragico fenomeno".

E le Regioni più colpite sono sicuramente Sicilia, Calabria, Campania e Lazio. Dagli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità emerge che le Regioni con il maggior tasso di mortalità neonatale dopo un parto cesareo sono la Sicilia, con 22 morti per 100.000 bambini nati vivi, e il Lazio, con 13 morti per 100.000. E poi c’è il problema dell’alto numero dei parti cesarei, che hanno rischi da 2 a 4 volte maggiori rispetto ai parti vaginali. L’Italia è il primo, tra i paesi dell’Unione Europea per il ricorso ai parti cesarei.

Secondo l’ultimo rapporto del Ministero della Sanità "nel 2009 il ricorso al taglio cesareo è stato pari al 45 per 100 nati vivi; nel 2008 tale percentuale era pari al 44%. Valore significativamente più alto rispetto a raccomandazioni di agenzie internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità che suggerisce un ricorso al taglio cesareo non superiore al 20%". CODICI invita i Governatori delle Regioni più a rischio ad effettuare maggiori controlli nelle sale operatorie e ad intervenire con normative ad hoc per la tutela dei diritti del malato.

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