SALUTE. Passi avanti nella lotta al tumore cerebrale: si studia un farmaco a base di zucchero

La ricerca sulla lotta contro il tumore al cervello fa passi avanti e sta sviluppando una terapia innovativa che prevede un farmaco a base di ciclodestrine (un tipo di zucchero che si trova nelle patate, nel frumento, nel granturco e nel riso). Ed è uno scienziato italiano, Milo Malanga, a partecipare allo sviluppo di questa terapia. Domani, 2 luglio, a Torino, in occasione della conferenza "Marie Curie" che si terrà nell’ambito dell’EuroScience Open Forum 2010, Malaga presenterà dettagliatamente la nuova ricerca relativa allo sviluppo di questo nuovo farmaco antitumorale. Malanga sta lavorando con un gruppo di scienziati e ricercatori presso il Cyclolab di Budapest, il più grande laboratorio di ricerca e sviluppo di questo tipo nel mondo. I risultati della ricerca relativa alla terapia antitumorale, nota come progetto Cyclon, sono previsti per il 2013.

"Sfortunatamente i farmaci avanzati per la lotta contro diversi tipi di tumori cerebrali sono scarsi e neppure così efficaci da garantire un grado accettabile di successo – ha affermato Malanga, che nel gennaio di quest’anno è stato scelto per ricevere una sovvenzione dal progetto dell’UE "Azioni Marie Curie". "Se il nostro lavoro al Cyclolab porterà i frutti previsti, i nuovi farmaci antitumorali potrebbero essere pronti per il 2013," ha dichiarato Malaga.

Una delle sfide principali per i ricercatori è lo sviluppo di farmaci in grado di distruggere le cellule tumorali senza eliminare nel contempo anche cellule sane. Un problema poi specifico consiste nel fatto che il cervello è protetto da uno strato di cellule ad alta densità, noto come "barriera emato-encefalica", che riduce l’efficacia della maggior parte delle attuali terapie antitumorali.

Il commissario Androulla Vassiliou, responsabile del fondo "Azioni Marie Curie", ha commentato: "Mi auguro che Milo Malanga e i suoi colleghi riescano a sviluppare un farmaco che potrebbe salvare migliaia, se non milioni, di vite. Sono orgogliosa del contributo UE al loro lavoro, che è un esempio eccellente del valore aggiunto delle sovvenzioni europee a sostegno della ricerca. Il progetto "Marie Curie" riunisce i migliori talenti dell’università e della ricerca per far sì che la conoscenza possa circolare liberamente attraverso i confini stimolando innovazione e nuove idee, che costituiscono la linfa del progresso nel settore della salute e in molti altri settori."

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