SALUTE. Piemonte, un coordinamento regionale per combattere l’anoressia

Non sono più sufficienti tante piccole realtà di assistenza differenti tra loro per una patologia complessa come l’anoressia. È a partire da questa constatazione che la Regione Piemonte ha deciso di avviare un coordinamento regionale per le malattie alimentari. L’idea è quella di riorganizzare i piccoli ambulatori territoriali in quattro quadranti regionali agganciati al centro specializzato sui disturbi del comportamento alimentare delle Molinette di Torino, nato nel 2005: in questo modo diventerebbe possibile curare i pazienti a 360 gradi, in ogni singolo comune, come già accade in campo psichiatrico.

"Dobbiamo imparare a trattare i disturbi alimentari come patologie specifiche e complesse e smettere di affrontare sempre solo parte del problema – spiega Secondo Fassino, responsabile del Centro – Infatti l’anoressia e la bulimia sono tipiche espressioni della famiglia malata".

Secondo un recente studio pubblicato su "European Eating Disorders Review" e di cui dà notizia il quotidiano La Repubbblica, i giovani piemontesi hanno un pessimo rapporto con il cibo. La ricerca, compiuta su mille ragazzi tra i 14 e i 18 anni, ha evidenziato che le ragazze sotto peso sono circa il 17% mentre i ragazzi in sovrappeso sono l’11%; il 7% delle femmine e l’1% dei maschi hanno invece condotte alimentari problematiche.

In Piemonte sono circa 700mila i soggetti a rischio mentre sono 1400 i casi dichiarati di anoressia nervosa e 5000 quelli di bulimia nervosa; il 70-80% di chi è colpito da queste malattie guarisce, il 10% muore. Il prossimo 26 maggio un convegno alle Molinette divulgherà nuovi dati.

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