SALUTE. Piemonte, via libera della Giunta al Piano Regionale delle Vaccinazioni

Via libera della Giunta Regionale del Piemonte al "Piano piemontese di promozione delle vaccinazioni 2006", il primo documento programmatico sul tema. "Il programma – afferma Vittorio Demicheli, direttore dell’Assesorato alla Sanità pubblica- ha affidato alle Regioni il compito di organizzare l’offerta vaccinale sul proprio territorio di competenza, identificando le strategie più adeguate agli obiettivi, assicurando la qualità dei servizi e la facoltà di adottare specifici programmi per alcune particolari tipologie di immunizzazione".

Il programma prevede la semplificazione dell’offerta vaccinale e importanti cambiamenti nell’approccio all’obbligatorietà e alla necessità di un’educazione più consapevole al tema della vaccinazione. La prima importante novità riguarda una migliore organizzazione e una più coerente omogeneità nella classificazione dei vaccini, prima suddivisi nelle categorie "obbligatori", "raccomandati" e "facoltativi", suddivisione che poteva creare talvolta confusione sulla reale necessità di utilizzare un’iniezione. Il nuovo piano, invece, prevede due sole classi: i vaccini definiti "prioritari" e gli "altri".

Il Piano prevede inoltre la sospensione delle sanzioni previste per quei rari casi in cui le famiglie scelgono di non vaccinare i propri figli. "In passato erano previste multe piuttosto consistenti – continua Demicheli – e chi non pagava spesse volte faceva ricorso innescando un meccanismo burocraticamente molto lungo, dispendioso anche per la sanità pubblica". La scelta attuale invece si indirizza ad un percorso informativo rivolto proprio alle famiglie "resistenti" che, contattate direttamente dall’ Azienda Sanitaria Locale, potranno così confrontarsi con medici ed esperti per conoscere la reale utilità delle vaccinazioni.

Per favorire il processo di omogeneità tra le Aziende Sanitarie Regionali è stata poi creata un’apposita anagrafe che permette di conoscere le vaccinazioni effettuate per ciascun bambino, in qualsiasi luogo siano avvenute. Ciò permetterà una corretta conduzione dei programmi di vaccinazione, la sorveglianza e il miglioramento delle coperture.

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