SALUTE. Pillola dei 5 giorni dopo, Società ginecologi: “No a test del sangue”

La Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia prende una posizione ufficiale su quanto deciso dal Consiglio Superiore di Sanità, che ha dato parere favorevole alla pillola dei 5 giorni dopo chiedendo però che la prescrizione venga effettuata esclusivamente dopo un test di gravidanza ematico (Beta HCG): per la Sigo, il test del sangue per prescrivere questo anticoncezionale di emergenza è inutile, "anzi è un vero e proprio errore".

Per il presidente Sigo Nicola Surico, "nel caso di donne che non sono ancora in amenorrea perché la mestruazione è avvenuta entro le 3-4 settimane precedenti, il dato anamnestico è sufficiente per definire l’assenza di gravidanza. Eseguire il dosaggio plasmatico del Beta HCG è una scelta impropria in prima istanza". Si tratta poi di un errore perché l’esecuzione di esami biochimici ematici "crea un conflitto con l’autonomia di diagnosi e cura propria del medico, con la tendenza sempre più stringente alla semplificazione delle procedure e alla riduzione dei costi. Tutto ciò senza aggiungere nulla alla precisione diagnostica garantita dall’anamnesi. Non si comprende perché venga consigliato un esame ematico, quando, nei casi dubbi, è sufficiente un test di gravidanza su urine".

La Sigo precisa inoltre che la pillola dei 5 giorni dopo non va confusa con l’interruzione volontaria di gravidanza, perché si pone invece come una misura anti-aborto. "Rappresenta un metodo che si oppone all’utilizzo estensivo di questa pratica – afferma il prof. Nicola Surico – perché previene la gravidanza anche in quei casi (ad esempio violenza sessuale o errori di programmazione) che sarebbero inesorabilmente destinati all’IVG. Quando in Italia si parla di controllo delle nascite, troppo spesso si creano conflitti etici che utilizzano la scienza in maniera distorta manipolandola".

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