SALUTE. Pillola dei cinque giorni dopo, Aidos: test gravidanza non sia obbligatorio

Non condizionare obbligatoriamente l’uso della pillola dei cinque giorni dopo allo svolgimento di un test di gravidanza obbligatorio. È la richiesta che arriva dall’Aidos-Associazione italiana donne per lo sviluppo, che oggi ha inviato una lettera aperta al Presidente e al Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco chiedendo di prendere nei prossimi giorni una decisione riguardo alle modalità di accesso in Italia all’ulipristal acetato (la cosiddetta pillola dei cinque giorni) , in linea con gli altri paesi europei e americani.

A seguito del parere del Consiglio Superiore della Sanità, per cui si suggerirebbe di poter prescrivere il nuovo contraccettivo d’emergenza (EllaOne) solo dopo l’esecuzione di un test ematico delle bHCG per escludere una preesistente gravidanza, Aidos chiede di non condizionare necessariamente la prescrizione medica o l’accesso a tale nuovo farmaco all’obbligatorietà di un test di gravidanza ematico preventivo. "Ci chiediamo – scrive nella lettera Daniela Colombo, presidente di Aidos – perché donne e ragazze, per poter accedere a un nuovo contraccettivo d’emergenza, debbano subire, per norma obbligatoria, un test invasivo, non sempre clinicamente necessario, e che può essere realizzato in tempi rapidi solo ed esclusivamente in strutture private organizzate, con un aumento dei costi e con il rischio di non poter usufruire appieno degli effetti del meccanismo d’azione del nuovo farmaco".

"Chiediamo quindi – prosegue la lettera – che l’Agenzia del farmaco, che dovrà prendere nei prossimi giorni una decisione riguardo alle modalità di accesso all’ulipristal acetato in Italia, in linea con gli altri paesi europei e americani, tenga conto anzitutto della tutela della salute delle donne, della loro libera scelta e del loro diritto di utilizzare tutte le opzioni contraccettive disponibili, ivi compresa la contraccezione d’emergenza e dunque l’ulipristal acetato, non condizionando necessariamente la prescrizione medica o l’accesso a tale nuovo farmaco all’obbligatorietà di un test di gravidanza ematico preventivo".

La decisione dell’Aifa sulla commercializzazione della pillola dei cinque giorni dopo è prevista per il 12 luglio. Secondo quanto riferisce la senatrice Radicale Donatella Poretti, "9 ginecologi su 10 si dicono contrari al test di gravidanza obbligatorio per la prescrizione della pillola contraccettiva EllaOne, come suggerito dal Consiglio Superiore della Sanità".

Secondo Poretti, si tratta di una modalità che rende inutilizzabile il farmaco."Infatti, per fare un simile test utilizzando il Sistema sanitario nazionale occorrerebbero almeno 10 giorni, tra medico curante che lo prescrive, prenotazione, analisi e ritiro del referto. Di nuovo dal medico per avere la ricetta e finalmente andare in farmacia. Ovvero – afferma Poretti – tempi che renderebbero inutile il ricorso al farmaco. Altra tempistica se ci si rivolgesse al privato a pagamento, ovviamente, ma comunque estremamente macchinoso. Per di più continua a restare incomprensibile perché solo per questo farmaco dovrebbe essere fatto il test di gravidanza, visto che in gravidanza quasi tutti i farmaci sono vietati, perfino l’aspirina". La richiesta rivolta all’Aifa è quindi quella di immettere il farmaco in commercio stabilendo prezzo e rimborsabilità.

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