SALUTE. Procreazione assistita, Ministro riapre dibattito. Soddisfatta Cittadinanzattiva

Il ministro della Salute, Livia Turco,riapre il dibattito sulla procreazione assistita, dichiarando nel corso della trasmissione Omnibus di La7 in diretta di non condividere la legge 40 sul tema, ma di avere il dovere di applicarla. Il ministro ha affermato, inoltre, di augurarsi che in Parlamento e tra i cittadini, "si riapra al più presto una discussione pacata in materia".

Concorde con il Ministro Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, secondo cui dalle segnalazioni ricevute dai cittadini, si legge la necessità di apportare cambiamenti: facilitare l’accesso, ridurre gli ostacoli per le coppie che hanno patologie croniche, garantire i tempi d’attesa, provvedere a una corretta e diffusa informazione, garantire l’erogazione della procreazione medicalmente assistita e gli stessi standard di sicurezza e qualità su tutto il territorio nazionale, migliorare l’efficacia della tecnica.

"L’accesso alla fecondazione assistita – dice Cittadinanzattiva – si conferma un percorso a ostacoli, sia per i paletti imposti dalla normativa sia per le altre difficoltà di accesso al servizio sanitario e alle informazioni. In particolare il 15,7% delle associazioni di malati cronici che hanno partecipato all’ultima edizione del rapporto sulle politiche della cronicità (Cittadinanzattiva-CNAMC) segnala restrizioni all’accesso alle tecniche di fecondazione assistita dovute alla normativa, in particolare per il divieto alla diagnosi preimpianto.

Secondo l’ultimo rapporto Pit salutedi Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, l’1,3% delle segnalazioni sulla mobilità interregionale è dovuta, per la forte disomogeneità territoriale o anche per la carenza di informazioni sui servizi esistenti, alla fecondazione assistita.

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