SALUTE. Procreazione assistita, aumenta età media delle donne. Oltre 28% ha più di 40 anni

Aumenta l’età media delle donne che si sottopongono a trattamenti di Procreazione medicalmente assistita (PMA), "un fattore che incide negativamente sui risultati delle tecniche stesse, e anche il numero dei cicli di trattamento effettuato da pazienti con età superiore ai 40 anni. Nonostante ciò continua a migliorare l’efficacia delle procedure di procreazione medicalmente assistita".

Nel 2009 l’età media delle pazienti che ricorrono alla PMA è di 36,2 anni, superiore al dato europeo che (per il 2006) si attestava a 34,3 anni. Il 28,2% dei cicli di trattamento, uno su quattro, è effettuato da pazienti di età superiore ai 40 anni, un dato in aumento rispetto al 2008 quando tale percentuale era al 26,8%. È uno dei dati che emergono dalla relazione del Ministro della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40/2004, modificata dalla sentenza della Corte Costituzionale 151/2009, in materia di procreazione medicalmente assistita. I dati fanno riferimento in parte al periodo antecedente e in parte al periodo seguente la modifica della legge.

Gli esiti positivi delle procedure sono legate all’età delle pazienti: così, se in media la percentuale di esiti negativi delle gravidanza per tutte le tecniche di PMA è pari al 24,6%, cresce all’aumentare dell’età: diventa del 42,5% per le donne fra i 40 e i 42 anni e sale al 65,2% per le donne di età superiore ai 43 anni.

I dati del 2009 confermano le tendenze degli anni precedenti: sono in aumento le coppie che si sottopongono a trattamenti di fecondazione assistita, i cicli iniziati, le gravidanze ottenute e i bambini nati, che nel 2008 avevano superato i diecimila. "In particolare, – evidenzia la relazione – per le tecniche a fresco di II e III livello (cioè FIVET e ICSI, escluse le gravidanze ottenute da scongelamento di embrioni ed ovociti), i cicli iniziati nel 2009 hanno mostrato un ulteriore incremento dello 8,8% rispetto all’anno 2008 (47.929 cicli iniziati nel 2009 contro 44.065 cicli iniziati nel 2008), le gravidanze ottenute un incremento dell’12,3% (9.940 nel 2009 contro 8.847 nel 2008), i nati vivi un incremento del 7,3% (8.043 nel 2009 contro 7.492 nel 2008)".

Rimangono costanti i parti gemellari, mentre si riducono i parti trigemini che passano dal 2,7% del 2008 al 2,4% del 2009.

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