SALUTE. Protesi mammarie, l’allarme dell’Agenzia di sicurezza francese

Parte dalla Francia un allarme "protesi mammarie". Sotto accusa quelle prodotte dalla Poly Implant Protese, considerate difettose: in pratica queste protesi, impiantate a partire dal 2001, rischiano di rompersi con maggiore frequenza di altri provocando rischi per la salute delle donne. L’Agenzia di sicurezza sanitaria in Francia (AFSSAPS) ha lanciato un’allerta in tutta Europa e negli Stati Uniti per avvertire dei possibili rischi degli impianti. Si stimano possano essere interessate 30-40 mila donne francesi cui è consigliato di consultare un chirurgo per sottoporsi a un esame. Queste protesi vengono utilizzate anche da chirurghi italiani essendo la Poly Implant Protese il quarto fabbricante mondiale di impianti mammari. "La Poly Implant Protese distribuisce anche nel nostro Paese, ci sono possibili ricadute, ma meglio evitare allarmismi", conferma il professor Andrea Grisotti, presidente della Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. Onde rassicurarsi, le donne operate dopo il 2001 sono invitate a verificare il nome dell’Azienda produttrice delle protesi impiantate: il chirurgo, all’atto dell’operazione avrebbe dovuto consegnare loro un’etichetta contenente il nome dell’Azienda, la composizione della protesi, la conformazione anatomica, il codice del lotto, e la data di produzione.

Una cosa è certa, quanto accaduto rende necessaria la rapida approvazione del ddl che introduce nel nostro Paese i registri nazionali e regionali degli impianti protesici nel seno. Lo schema di ddl è stato approvato lo scorso 19 febbraio ed è ora all’esame della Conferenza Stato Regioni per poi passare all’esame delle Camere. L’obiettivo è fornire un ulteriore strumento di tutela della salute delle persone che fanno ricorso a questo tipo di intervento chirurgico, che recenti statistiche indicano solo in minima parte legato a patologie mediche.

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