SALUTE. Quelle insopportabili punture di zanzare: cosa c’è da sapere

Con l’arrivo dell’estate torna l’incubo zanzare. Di punture di zanzara non si muore, ma il fastidio può durare per qualche tempo, spesso accompagnato da un insopportabile prurito. Per combattere i molesti insetti, scatta la corsa all’acquisto di insetticidi e repellenti, disponibili in diverse presentazioni: spray, fornelletti, creme e soluzioni da spalmarsi addosso.

Tuttavia possiamo seguire anche alcuni semplici consigli. Ad esempio, per tenere lontane le zanzare, meglio vestirsi con colori chiari. Citronella e geranio hanno un effetto repellente, ma solo se adoperati in grandi quantità. Le famose candele alla citronella possono essere efficaci non tanto per la presenza della profumazione, ma per il fumo sprigionato che di per sé non è gradito agli odiosi insetti. Infine, c’è da tener presente che le zanzare hanno un picco di attività concentrato nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio.

  • Evitare l’abbandono all’aperto di materiali, copertoni e altri contenitori che possano raccogliere anche piccole quantità di acqua piovana o stagnate.
  • Eliminare l’acqua dai sottovasi, dagli annaffiatoi, dai bidoni, dai copertoni.
  • – Innaffiare direttamente con le pompe gli orti e i giardini, senza mantenere riserve di acqua a cielo aperto.
  • Coprire i recipienti per la raccolta dell’acqua con una zanzariera ben fissata e tesa e non lasciare le piscine gonfiabili e altri giochi pieni di acqua per più giorni.
  • Verificare che le grondaie siano pulite e non ostruite
  • Pulire e trattare bene i vasi prima di ritirarli all’interno durante i periodi freddi. L’abitudine di portare le piante al riparo dai freddi invernali è probabilmente una delle cause che generano la schiusa delle uova invernali quando le piante vengono nuovamente esposte e innaffiate in primavera, facilitando notevolmente la diffusione della zanzara nell’ambiente.
  • Introdurre pesci rossi, grandi predatori delle larve di zanzara, nelle vasche e nelle fontane dei giardini.
  • Trattare ogni 10-15 giorni i tombini, le zone di scolo e ristagno e tutti i recipienti posti all’esterno dove si raccoglie acqua piovana, con prodotti larvicidi specifici che si acquistano in farmacia o nelle ferramenta. Per mantenere un’adeguata copertura è importante ripetere i trattamenti in caso di pioggia, in quanto la copertura del precedente intervento viene a mancare per dilavamento del prodotto.

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