SALUTE. RU486, Movimento Consumatori: è un’alternativa legittima nell’ambito della legge 194

"In tutta la storia di opposizione alla messa in commercio della pillola RU486 si tende puntualmente, nelle motivazioni, a spostare il problema: si giustifica l’opposizione all’utilizzo della pillola argomentando e credendo erroneamente che i mezzi chirurgici possano essere un deterrente per l’aborto". Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento Consumatori ribadisce che esiste una legge che consente l’aborto in determinate situazioni, ben precise e esclusivamente in ambiente ospedaliero sotto il controllo medico e si effettua usando metodi invasivi e dolorosi.

"Questo nulla ha a che fare, né pone mano alle motivazioni etiche e morali delle donne che vi fanno ricorso. Deve essere chiaro che in questo momento il dibattito che si sta sviluppando non pone in discussione questa legge. La commercializzazione della pillola RU486 – sostiene la Miracapillo – con i criteri indicati dall’Aifa che la assimilano di fatto a un metodo alternativo a quello chirurgico, senza modificare le modalità di accesso all’aborto stesso, sono assolutamente condivisibili".

"Da donna, inoltre, mi preme puntualizzare che la legge sull’aborto c’è e stabilisce dei paletti rigorosi perché ciò possa essere fatto. La pillola RU486 fornisce ai medici e alle donne, solo un mezzo differente. E’ una mentalità tipicamente maschilista quella che anima tali freni e che mette in campo ancora l’idea errata di ‘dolore = meno aborti’. Questo modo di vedere fa venire meno ogni considerazione sul fatto che le donne che abortiscono pagano sempre conseguenze morali altissime. La pillola – conclude la responsabile di MC – fornisce solo uno strumento meno invasivo, ma non sposta di una virgola i criteri già imposti dalla legge, e non modificherebbe di una virgola le motivazioni di donne che chirurgia o no hanno deciso negli anni di farvi ricorso".

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