SALUTE. RU486, ancora polemiche. Sacconi: “Necessario il ricovero”

Non si placano le polemiche che hanno accompagnato l’iter di autorizzazione della pillola abortiva nel nostro Paese. Nonostante l’Aifa abbia dato qualche giorno fa il via libera definitivo alla sua commercializzazione, in Senato prosegue l’indagine conoscitiva voluta dal Governo. Oggi il ministro del Welfare Maurizio Sacconi durante un’audizione in commissione Sanità al Senato ha precisato "che sarà necessario il ricovero fino alla conclusione del processo di aborto per via farmacologica".

"La pillola e il processo farmacologico abortivo che innesca – ha speigato Sacconi – entreranno in commercio solo dopo la cosiddetta determina tecnica dell’Agenzia del farmaco. È per altro già ora evidente – ha affermato – sulla base della delibera della stessa Agenzia, che occorre un ricovero nelle strutture del Servizio Sanitario dal momento dell’assunzione al momento del completamento del processo di interruzione della gravidanza per via farmacologica, quindi non è consentito un day hospital".

Duro il commento della senatrice dei radicali Donatella Poretti che ha affermato: "Sacconi sfiducia il direttore dell’Aifa". Le modalita’ di somministrazione sono un atto medico – spiegava ieri il direttore dell’Aifa Guido Rasi in merito al ricovero della donna che pratica l’aborto farmacologico piuttosto che quello chirurgico.

Oggi il ministro Maurizio Sacconi – spiega la Poretti – rimanda ancora all’Aifa questa decisione strattonandola indecentemente. Sia in sede di audizione che altrove, infatti, il ministro ha citato come suo unico interlocutore il presidente dell’Aifa (sfiduciando di fatto il direttore, persona incaricata della pubblicazione della delibera), sostenendo questi gli avrebbe detto che il regime di "day hospital e’incompatibile con la delibera dell’Aifa del 30 luglio".

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