SALUTE. RU486, in Spagna sì ad aborto a domicilio. Roccella: “Necessarie cautele e garanzie”

Per evitare il collasso degli ospedali, con l’entrata in vigore della riforma dell’aborto il prossimo 5 luglio, l’assessorato alla Sanita’ della Catalogna promuovera’ l’interruzione volontaria di gravidanza a domicilio, con la pillola RU-486, entro la settima settimana di gestazione. La pillola RU486, messa a punto in Francia ed entrata in commercio negli Stati Uniti e in Europa da 15 anni, si e’ diffusa, infatti, in maniera diversa nei vari paesi della Ue.

Il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, preoccupata per effetti che l’iniziativa dell’assessorato alla Sanità della Catalogna potrebbe avere nel nostro Paese, mette in guardia contro il rischio di usare la Ru486 come metodo per introdurre "l’aborto a domicilio" e "alleggerire" gli ospedali, sovvertendo così la legge 194, e ribadisce: per usare la pillola abortiva sono necessarie cautele e garanzie, "le stesse garanzie sanitarie e sociali offerte alle donne che scelgono il metodo per aspirazione". "Noi vogliamo invece che l’eventuale scelta della Ru486 avvenga con le stesse garanzie sanitarie e sociali offerte alle donne che scelgono il metodo per aspirazione" conclude il Sottosegretario.

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