SALUTE. RU486, inchiesta “Tempi” rilancia polemica. Roccella: “Serve indagine parlamentare”

Non si placa la polemica sulla pillola abortiva RU486, approvata a fine luglio dall’Agenzia italiana del farmaco. Sul tema è intervenuta la rivista Tempi, che proprio questa settimana porta in copertina una inchiesta dal titolo "RU486. Signora mia, torni pure a casa ad abortire", nella quale si denuncia – attraverso le risposte ottenute alla richiesta di informazioni telefoniche a ospedali, asl o aziende sanitarie che hanno usato la pillola – la previsione di un aborto in casa. L’inchiesta non ha mancato di sollevare di nuovo le perplessità del mondo politico, specialmente di chi ha espresso da tempo una posizione contraria al farmaco, già sperimentato in Italia, che evita il ricorso all’aborto chirurgico.

"L’inchiesta di Tempi con la registrazione delle risposte degli operatori sanitari alle richieste di informazioni telefoniche di una donna che chiede di abortire con la Ru486 dimostra quanto sia necessaria un’indagine parlamentare sul tema – ha detto il sottosegretario Eugenia Roccella – La pillola abortiva nella prassi quotidiana degli ospedali italiani che già l’hanno utilizzata in questi ultimi anni è identificata con l’aborto a domicilio". Per Roccella, dunque, "per fare luce sia sui pericoli effettivi legati alla pillola sia sulla compatibilità con la legge 194 e il rispetto dei pareri espressi nel merito dal Consiglio Superiore di Sanità è bene che l’indagine parlamentare prospettata dalla commissione Sanità al Senato si faccia e che ogni scelta avvenga in piena trasparenza".

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