SALUTE. RU486, vendite illegali on-line. Gasparri accusa Aifa, Poretti risponde

L’ultimo scandalo che sta coinvolgendo l’Italia, mettendo a rischio la salute dei cittadini, è quello della vendita illegale on line della pillola RU486. Questo mercato nero è stato messo in luce da un’inchiesta del Messaggero e oggi il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha dichiarato al quotidiano di aver incaricato il comandante dei Nas per controllare questi siti.

”Il giro dei farmaci falsi e il mercato on line sono strettamente collegati – ha dichiarato Fazio al Messaggero – Ormai il fenomeno è molto diffuso e , per alcuni aspetti, anche molto preoccupante. Abbiamo dato vita ad una task force, ‘Impact Italia’, formata dall’Aifa, l’agenzia del farmaco, l’Istituto di sanità, i carabinieri Nas, il ministero della Salute e l’Alto commissariato per la lotta alla contraffazione." Fazio comunque assicura che il mercato nero della pillola RU486 non è rilevante per il momento.

Sul caso si è pronunciata anche la Senatrice del PD Donatella Poretti che ha attaccato il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, il quale ha detto che presenterà un esposto in cui farà presente le responsabilità che si è assunto il direttore dell’Aifa, dottor Guido Raisi, che talvolta ha affrontato con superficialità questo tema".

"Il sen.Gasparri e i suoi compagni di cordata se la dicono e se la cantano con un solo obiettivo – ha commentato Poretti – intimorire le donne che decidono di abortire e limitare la loro libertà di scelta rispetto al metodo di interruzione della gravidanza non desiderata. Ma quale donna – si chiede la Senatrice Poretti – andrà mai a comprarsi su Internet la pillola RU486 che dovrebbe – per il momento ci sono ancora difficoltà tecniche – trovare gratuitamente in tutti gli ospedali in cui si praticano gli aborti? Perché Gasparri e compagni non sono intervenuti con altrettanta foga e denuncia per farmaci che correntemente si vendono attraverso Internet ed hanno ampio mercato (tipo aspirina o antidolorifici vari)?"

"E’ evidente – denuncia Donatella Poretti – che il motivo non è la tutela della salute della donna, ma un’ulteriore occasione per cercare di mettere i bastoni fra le ruote a ospedali e medici che applicano la legge, non a caso è stata tirata in ballo l’Agenzia Italiana del farmaco che, nella fattispecie sollevata dal nostro, nulla c’entra. Ma siccome è di moda nel centrodestra prendersela con Internet per tutti i loro problemi, accusare la Rete di fomentare illegalità con connivenze istituzionali (Aifa), fa sempre tendenza e medaglia al merito per la lotta contro libertà di espressione e libertà di scelta".

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