SALUTE. Rapporto Osservasalute 2009: gli italiani hanno risparmiato su cibo e dentista

Andare dal dentista, per gli italiani, è diventato un lusso. Nel 2009, infatti, se l’è permesso soltanto una famiglia su tre. Si tratta probabilmente di uno degli effetti della crisi economica cui i cittadini hanno reagito risparmiando, anche sulla salute. Risparmiando poi sul cibo, visto che seguire la dieta mediterranea è diventato troppo costoso, si rischia di diventare sempre più grassi. Più di un italiano su tre è in sovrappeso e soltanto uno su cinque pratica regolarmente sport.

Purtroppo non sono dati "campati in aria", ma è la fotografia che emerge dal Rapporto Osservasalute del 2009, pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane e presentato oggi all’Università Cattolica di Roma. Il Rapporto è frutto del lavoro di 176 esperti di sanità pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici ed economisti distribuiti su tutto il territorio italiano, che operano presso Università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali ed è un’approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle Regioni italiane.

Altro dato allarmante è il forte aumento che si è registrato del consumo di farmaci antidepressivi: dal 2000 al 2008 è aumentato del 310%. Lo storico divario tra Nord e Sud diventa, anche in termini di salute, sempre più profondo, con un Settentrione più attento alla salute, meno grasso e sedentario e un Meridione sempre più a rischio di tumori e malattie cardiovascolari.

Per quanto riguarda poi il servizio sanitario offerto, la distanza aumenta ulteriormente. Gli italiani del Nord esprimono giudizi positivi sul Servizio Sanitario, soprattutto quelli delle Province Autonome di Bolzano e Trento e la Valle d’Aosta. Decisamente inferiore è la quota di cittadini di Calabria, Sicilia e Campania che esprime un giudizio positivo con voto da 7 a 10: rispettivamente 14,6%, 21,2% e 22,8% per gli uomini residenti in queste regioni e 15,9%, 21,6% e 23,0% per le donne. Il giudizio dei cittadini è un po’ lo specchio delle realtà regionali sul profilo organizzativo ed economico dei rispettivi sistemi sanitari territoriali.

"Il Rapporto anche quest’anno conferma una progressiva ed ingravescente divaricazione tra le diverse aree del Paese, con le regioni del Centro-Sud che appaiono sempre più in difficoltà nel garantire adeguate risposte alle esigenze di salute dei propri cittadini – ha dichiarato il professor Walter Ricciardi, Direttore di Osservasalute – E le premesse per il futuro non sono rosee, perché all’aggravarsi dei fattori di rischio, cattiva alimentazione e sedentarietà in primis, non fa fronte né un’adeguata strategia preventiva, né una di diagnosi precoce e pronta risposta terapeutica da parte delle Regioni più in difficoltà". Il Prof. Ricciardi ribadisce il ruolo primario della prevenzione che non può essere messa dopo gli aspetti economici.

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