SALUTE. Rasi (Aifa): “In Italia si fa un uso inappropriato di antibiotici”

"L’Italia è ai primi posti in Europa per consumo di antibiotici e sviluppo di germi resistenti. Alcune molecole come le penicilline e i chinoloni hanno avuto un incremento nei consumi del 100% (penicilline e chinoloni) e altre addirittura del 400% (moxifloxacina) senza che vi siano stati corrispondenti aumenti dell’incidenza delle malattie". E’ quanto ha detto il Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) Guido Rasi che è intervenuto oggi alla trasmissione televisiva di Rai Uno "Uno mattina".

Rasi ha voluto informare i cittadini sull’importanza di fare un uso corretto degli antibiotici al fine di ridurre lo sviluppo di germi resistenti e scongiurare il rischio di non avere più farmaci a disposizione per curare le infezioni. A tal proposito l’Aifa insieme con l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e il Ministero del Lavoro, della salute e delle Politiche Sociali ha lanciato l’11 novembre la campagna di comunicazione "Antibiotici sì, ma con cautela" per sensibilizzare la popolazione generale, e gli operatori sanitari, a usare gli antibiotici solo quando realmente necessario e dietro prescrizione medica, a non utilizzarli mai per infezioni virali come l’influenza o il raffreddore, a non interrompere la cura prima del periodo indicato dal medico, a non cambiare antibiotico di propria iniziativa.

"I nostri dati – ha spiegato Rasi durante il suo intervento a "Uno mattina" – ci dicono che ogni giorno un milione e mezzo di persone prende un antibiotico e che nel 60% dei casi tali farmaci sono assunti per curare malattie dell’apparato respiratorio causate spesso da virus". Il Direttore Generale dell’Aifa ha ricordato che un uso inappropriato degli antibiotici causa un doppio danno: "il primo alla propria salute perché gli antibiotici non sono efficaci nei confronti dei virus; il secondo anche nei confronti della collettività perché si favorisce lo sviluppo di germi non sensibili che impediranno anche in futuro agli antibiotici di svolgere la loro funzione nella cura delle infezioni".

Ancora oggi, ha allarmato Rasi, "vi sono molti ceppi di batteri, tra cui quello responsabile della tubercolosi, divenuti resistenti a tutti gli antibiotici a disposizione e solo due nuove molecole prossime ad entrare in commercio. Si rischia veramente di tornare alla stessa situazione esistente prima della scoperta degli antibiotici, quando anche un’infezione banale, non essendoci armi utili a curarla, poneva a rischio la vita".

Il Direttore Generale dell’Aifa nel corso del suo intervento ha anche ricordato come " l’impiego di antibiotici in Italia è più elevato nel Centro-sud con alcune regioni come il Lazio, l’Abruzzo, l’Umbria, il Molise, la Calabria, la Campania, la Sicilia, la Puglia, la Basilicata caratterizzate da un consumo al di sopra della media nazionale. Al contrario di quanto avviene per altre classi di farmaci, l’impiego degli antibiotici non presenta variazioni dipendenti dall’età eccezion fatta per un uso maggiore in età pediatrica. Nel 2007 la spesa farmaceutica relativa agli antibiotici è risultata per il 90% a carico del Servizio Sanitario Nazionale e per il 9% del cittadino".

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