SALUTE. Reach: per ambientalisti, consumatori e sindacati occorre ancora migliorare

Lo scorso 1° giugno è entrato in vigore il Reach, nuovo quadro normativo di riferimento per la Registrazione, Valutazione e Autorizzazione delle Sostanze Chimiche in Europa. La norma prevede il divieto di circolazione in Europa di sostanze non registrate e prive di documentazione sui rischi per la salute e l’ambiente e sulle misure di prevenzione necessarie ad evitarli.

Greenpeace, WWF, Legambiente, Amici della Terra insieme alle associazioni Medicina Democratica, IRES, Movimento Difesa del Cittadino, Associazione Ambiente e Lavoro e Altroconsumo ricordano però che non è il momento di abbassare la guardia, in quanto devono e possono essere riviste le disposizioni che consentono a centinaia di composti chimici, prodotti al di sotto delle 10 tonnellate, di non essere sottoposti alla valutazione dei rischi e permettono ai composti che possono causare cancro, difetti congeniti e patologie riproduttive di rimanere ancora sul mercato, presenti in beni di consumo di uso quotidiano.

Per questo motivo, le associazioni, nonostante Reach rappresenti un approccio innovativo
nella gestione delle sostanze chimiche in Europa, richiedono che il testo venga ancora rafforzato nel corso delle periodiche revisioni che avranno luogo a partire da quest’anno e per i prossimi 12 anni. La Commissione europea e gli Stati membri avranno quindi l’opportunità di migliorare la legislazione in linea con quanto richiesto negli ultimi anni dalla società civile e da alcuni dei principali partiti politici, in modo tale che REACH assegni una nuova priorità alla protezione dell’ambiente e della salute umana.

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