SALUTE. Regione Toscana stanzia 540mila euro per individuare concentrazioni di gas

La Toscana dichiara guerra al radon e dà il via a un’indagine conoscitiva che avrà il compito di individuare le concentrazioni del gas negli ambienti di vita e di lavoro. Il passo successivo sarà quello di prendere tutte quelle misure necessarie per eliminarlo. L’indagine è stata affidata all’Arpat (la stipula della convenzione è di pochi giorni fa), è già partita, si concluderà nel settembre 2008. Costo previsto, 540.000 euro: 270.000 saranno finanziati dall’assessorato al diritto alla salute (sicurezza sui luoghi di lavoro), altri 270.000 dall’assessorato all’ambiente. L’indagine verrà effettuata tenendo conto delle indicazioni del Piano nazionale radon, e dovrà essere maggiormente dettagliata – si precisa nella convenzione – nelle aree dove è attesa una concentrazione di radon superiore al 10%.

Il radon è un gas che viene generato dal decadimento nucleare del radio. Esala dal suolo, in maniera diversa a seconda della conformazione geologica. E’ presente, in quantità variabile, in tutta la crosta terrestre, e anche nei materiali di costruzione (cementi, tufi, laterizi, ecc.). Essendo un gas, esce dal terreno e si insinua negli edifici, o attraverso le fessure, anche microscopiche, dei pavimenti, o dai passaggi dei servizi (idraulici, sanitari, elettrici). Dallo Iarc (International Agency for Research of Cancer) è stato classificato tra le sostanze cancerogene di gruppo 1, ed è la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo da sigaretta.

E’ partita ora la prima fase dell’indagine, che prevede l’identificazione dei comuni nei quali effettuare le misure, la raccolta delle informazioni geologiche e della cartografia. Poi appositi dosimetri verranno collocati negli edifici di abitazione e nei luoghi di lavoro. Per la sua conformazione geologica, spiegano gli esperti del settore Prevenzione e sicurezza del Dipartimento diritto alla salute, la Toscana è tra le regioni in cui la concentrazione media di radon risulta tra le più basse. Era già stata fatta una prima mappatura parziale, ora si tratta di capire in maniera più puntuale come il radon è distribuito. Una volta completata la mappatura, si tratterà di prendere le misure necessarie all’eliminazione del radon: per esempio, intervenire sui regolamenti edilizi per adottare soluzioni progettuali per bonificare gli edifici prima ancora di averli costruiti (teli impermeabili sulle fondamenta); per quanto riguarda i luoghi di lavoro (caveau delle banche, scavi in sotterraneo), aiutare il datore di lavoro nello stilare il documento di valutazione dei rischi.

"E’ ormai noto che il nostro stato di salute dipende solo in parte dalle cure che riceviamo, e deriva invece in gran parte dall’ambiente in cui viviamo – dice l’assessore al diritto alla salute Enrico Rossi – Per questo come Regione stiamo investendo sempre di più in prevenzione, per rendere più salubri i luoghi dove la gente vive e lavora". "I rapporti tra ambiente e salute sono molteplici e complessi – afferma l’assessore all’ambiente Marino Artusa – E’ doveroso implementare politiche di integrazioni come è stato ribadito in un recente incontro tra le due strutture. Questa indagine sul radon è appunto uno degli interventi concreti di integrazioni di politiche tra ambiente e salute".

 

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