SALUTE. Ricerca Cnr-Normale di Pisa: il prozac stimola la plasticità dei circuiti nervosi cerebrali

L’antidepressivo prozac stimola la plasticità del cervello e dunque la capacità dei circuiti nervosi cerebrali. La fluoxetina, impiegata nel trattamento di disturbi psichiatrici, sarebbe in pratica capace di "ringiovanire" il cervello adulto: in un esperimento effettuato su ratti ambliopi la sua somministrazione ha permesso il recupero di una visione normale. È quanto comunicano il gruppo di neurobiologia della Scuola Normale di Pisa e dell’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche, guidato dal professor Lamberto Maffei, autori di uno studio pubblicato sulla rivista Science.

"Il prozac, ovvero fluoxetina cloridrato, comunemente detto fluoxetina, è largamente impiegato nel trattamento della depressione, dei disturbi ossessivo-compulsivi e degli attacchi di panico – spiega in una nota Lamberto Maffei, direttore dell’Istituto di neuroscienze (In) del Cnr di Pisa e professore di Neurobiologia alla Scuola Normale – Appartiene alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e agisce incrementando nel cervello i livelli di serotonina, che è uno dei principali neurotrasmettitori del sistema nervoso. Come questa azione a livello dei circuiti nervosi si traduca poi nella documentata efficacia terapeutica del prozac è un problema molto dibattuto".

Gli esperimenti che sono stati condotti hanno dimostrato che "l’assunzione di prozac è capace di stimolare la plasticità del cervello, cioè la capacità delle connessioni nervose di modificarsi in risposta agli stimoli ambientali". I test sono stati effettuati su ratti ambliopi. L’ambliopia, o occhio pigro, è diffusa fra gli esseri umani e se non viene diagnosticata e trattata in tempo causa una forte riduzione delle capacità visive. Gli esperimenti condotti dagli scienziati hanno evidenziato che "ratti resi ambliopi in giovane età per occlusione di un occhio riacquistano, da adulti, una normale visione se sottoposti a trattamento cronico per quattro settimane con fluoxetina". Naturalmente, precisano gli scienziati, "al momento non è noto se gli effetti del prozac sulla plasticità cerebrale documentati nel ratto siano ottenibili anche nell’uomo, il cui sistema nervoso è molto più complesso". Ma i ricercatori stanno pianificando nuovi esperimenti per saperne di più.

 

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