SALUTE. Ricerca Inran: gli italiani? Tanta tv e poco sport

Gli italiani si muovono poco e forse lo sport preferiscono guardarlo in tv! Secondo l’indagine campionaria dell’Inran (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) sull’influenza dello stile di vita sulle abitudini alimentari solo il 41% degli uomini ed il 33% delle donne segue una qualche attività sportiva per lo meno due volte a settimana. Ma sono in molti a guardare la tv ogni giorno: in media 2 ore.

L’indagine si inserisce nell’ambito del progetto strategico "Qualità alimentare", avviato nel 2003 e oggi concluso. Obiettivo dell’iniziativa è stato valorizzare la qualità del nostro agroalimentare dal campo al piatto e studiare allo stesso fine le percezioni e le abitudini in merito del consumatore. "Qualità Alimentare – spiega Carlo Cannella, presidente dell’istituto – è un contributo significativo che la Ricerca intende dare alla valorizzazione del nostro agroalimentare. Infatti, solo se si caratterizzano con standard qualitativi sempre più elevati e facilmente riconoscibili dal consumatore i nostri prodotti possono essere più competitivi. In questo senso, il Progetto ha permesso di acquisire indicazioni precise sulla qualità nutrizionale dei prodotti agroalimentari e di identificare marker della qualità, in particolare in sostanze bioattive (antiossidanti, immunomodulatori, etc.) legate al benessere del consumatore".

In particolare, una parte dell’attività di analisi si è concentrata sulle abitudini alimentari dei consumatori. Sul fronte dell’attività fisica è emersa una scarsa propensione allo sport, ma non solo. Dall’indagine campionaria è emerso, infatti, che soltanto il 24% passeggia almeno 30 minuti al giorno, mentre i 2/3 del campione guarda la TV in media per due ore al giorno.

Per quanto riguarda la relazione tra stato di nutrizione, stile di vita e livello socio economico l’indagine una maggiore prevalenza di sovrappeso/obesità nei soggetti con un livello socioeconomico basso, mentre l’attività sportiva è praticata prevalentemente dai soggetti con livello
socio economico alto.

Cattive notizie anche sul fronte del consumo alimentare: soltanto metà del campione dichiara di consumare frutta e verdura giornalmente. Per quanto riguarda lequantità, risulta un significativo maggior consumo giornaliero di frutta e verdura nelle donne, associato ad un minor consumo di cereali, carne e bevande alcoliche. In particolare, dallo studio emerge una dieta globale con una bassa aderenza alla dieta mediterranea con un elevato apporto di lipidi che contribuiscono per circa il 37% all’energia totale, senza differenze significative tra i due sessi.

 

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